Nel 1879 fu costruita la grandiosa Dogana con “…capaci magazzini anche per conservare le merci estere, con facoltà o di destinarle per transito fuor di Stato, o di introdurle in consumo pagando i diritti.” (Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, 1857).
Il Sig. Macchi trasferì nel 1864 il reparto della fabbrica di cioccolata nella vecchia Cascina Quadri di Gorla. Sul lato che s’affaccia sul naviglio erano ancora visibili fino a poco tempo fa i segni di una grande ruota.
Non molto distante dalla Cassina de Pomm la darsenetta di Greco era lo scalo portuale più settentrionale della città di Milano.
Era il 1924 quando gli svizzeri del dottor Wander cominciarono a costruire la fabbrica di mattoni rossi dell’Ovomaltina. Vi lavoravano centocinquanta persone fra operai, impiegati e ricercatori. Oggi è sede di giovani manager dell’hitech.
Il magazzino di via Pieri (ristrutturato) era un piccolo deposito di legna e carbone. Vi attraccavano i barconi carichi di sabbia provenienti dalle cave di Vimodrone e destinati alle fornaci a fuoco continuo (sistema Hoffmann) di Precotto e Sesto San Giovanni.
Poco oltre l’osteria delle Tre Case, lungo il naviglio, ci sono i resti del casello idraulico, della Cascina Lambro e le opere idrauliche d’intersezione del Lambro/Martesana. Più volte rigovernate, queste opere conservano ancora in certi punti i tratti originari dei manufatti in ceppo.
Una parte del Monastero di Sant’Ambrogio fu destinata nella seconda metà del 1700 a filanda.
La torre piezometrica dell’acquedotto di Carugate è stata costruita, come altre nei paesi vicini, negli anni Trenta del secolo scorso, per garantire a tutta la popolazione la necessaria quantità d’acqua potabile per gli usi domestici.
Il grande stabilimento tra piazza Castello e piazza della Resistenza era di proprietà dei conti Negroni Prati e nel 1874 occupava 240 operaie.
Dietro alla Conca dell’Incoronata (lato occidentale) si staglia ancora oggi l’edifico della Premiata Fabbrica di Carrozze Giovanni Belloni (1811).