Nel 1879 fu costruita la grandiosa Dogana con “…capaci magazzini anche per conservare le merci estere, con facoltà o di destinarle per transito fuor di Stato, o di introdurle in consumo pagando i diritti.” (Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, 1857).
n.d.
Era questo il teatro, ancora attorno agli anni ’50, della grande industria italiana.
Il naviglio scorreva a cielo aperto delimitando a est e a ovest i fronti dei lunghi capannoni della Società Elvetica di via Bordoni (1844), della Pirelli di via Ponte Seveso (1872), del Tecnomasio Brown Boveri di via De Castillia (1903) e delle case operaie dei meccanici di via Bordoni, dei gommai di via Adda/Cornalia e degli elettromeccanici di via De Castillia.
La vecchia Dogana ferroviaria (1879), demolita nel 1931, era raccordata alla stazione di smistamento ferroviario di via Vincenzo Monti e via Dezza lungo il sedìme che la collegava alla stazione di Porta Genova.
Bibliografia
Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, 1857



