L’edificazione della Villa Daccò fu volontà della famiglia Daccò, ramo della famiglia Beccaria.
Il toponimo Villa Fornaci è legato alla presenza di numerose fornaci che utilizzavano i sassi del Brembo, frantumati e macinati nei frantoi di Cassano, e l’argilla delle terre asciutte.
Alla famiglia Salazar, nobile famiglia spagnola residente a Milano, si deve la prima costruzione della villa. Intorno al 1740 invece il proprietario della villa era presumibilmente il nobile spagnolo Remigio Fuentes.
All’inizio del 1600 la villa fu dimora dei Del Conte, una delle famiglie nobiliari più rappresentativa di Gessate, da questi si presume passò agli Osnaghi e quindi ai Ponzellini.
I primi proprietari furono Bartolomeo e Carlo Maumary, poco si sa di questa famiglia. La proprietà passò poi alla famiglia Sartirana.
Ambrogio Crotti da Gorgonzola, magistrato. Contribuì alla rinascita di Milano dopo la distruzione operata da Federico I il Barbarossa. .
L’archivio parrocchiale di Gorgonzola custodisce due disegni di Giacomo Moraglia, riguardanti il campanile.
Facciata della cappella progettata da Giacomo Moraglia, in simmetria al mausoleo Serbelloni.
La piccola chiesa fa parte del complesso monumentale dell’Ospitale Serbelloni, progettato dall’architetto milanese Giacomo Moraglia, architetto tardo neoclassico
La cappella, posta a poca distanza dall’ incrocio tra il torrente Molgora e il naviglio, è stata costruita sul luogo di una fossa comune (il “lazzaretto corto”, descritto nel verbale della visita pastorale di metà Ottocento) per i morti della pestilenza del 1630.