È datato al 1619 il documento della nobile Gerolama Croce Sansoni in cui ella lasciava la Corte di Limito alla Confraternita Luogo Pio delle Quattro Marie.
Il Mulino di Limito era adibito, già dal Settecento, come luogo di macinazione del granoturco grazie alle acque provenienti dalla roggia Calchera, originata dal Naviglio.
Il Mulino Ottolina, il cui nome deriva dall’omonima famiglia proprietaria a partire dal 1821, risale al XVI secolo ed era composto da quattro ruote.
L’incarico di progettare il nuovo municipio di Pioltello fu affidato nel 1976 a Guido Canella e Michele Achilli.
Il Palazzo presenta una pianta a U.
Nella porta centrale sotto il porticato è visibile lo stemma dei Paceco-Roxas.
Nella chiesa di Sant’Andrea, sull’altare maggiore, si trovano quattro busti di martiri (S. Cassiano, S. Felice, S. Ippolito, S. Placido), riconoscibili dall’aureola dorata e dalla sopravveste con colletto a passamaneria, e quattro di santi (S. Barnaba apostolo, S. Carlo Borromeo, S. Agostino, S. Ambrogio), riconoscibili dalla mitra e dal piviale.
L’edificio fu eretto accanto alla Corte della Pesa nel 1748, per volere della contessa Elisabetta Giulia Ferrario Stoppani, come cappella di famiglia.
Forse voluto dai frati, nei pressi di un vecchio fontanile (oggi scomparso), il santuario ricorda in un documento del 1573 l’episodio miracoloso dell’apparizione della Madonna. L’edificio originale era sicuramente antecedente al 1573, infatti nel 1607 fu ridipinto l’affresco dell’Assunta perché antico e malandato, tuttavia non se ne conosce con certezza la data di fondazione.
Tomba con i resti di 4 inumati
La Villa compare nel catasto di Maria Teresa d’Austria del 1764, quando era proprietà dei marchesi Rescalli.