Monumentale ponte in granito rosa di Baveno sorretto da due poderose spalle in muratura, posto all’ingresso occidentale di Gorgonzola.
Iniziata in sordina nel 1999 per iniziativa della locale Pro loco, la sagra dedicata al formaggio che ha portato il nome della città in tutto il mondo ha ottenuto l’importante denominazione “nazionale”. Ogni edizione fa registrare numeri da record di visitatori e offerte gastronomiche di ogni tipo.
Il piccolo edificio religioso si trova nel cuore di Gorgonzola, in una piazzetta che conserva il nome della originaria titolazione della chiesa: san Pietro. L’edificio venne probabilmente edificato nel corso del XIII secolo come cappella aperta alla popolazione della vicina Casa degli Umiliati, di cui si conservano tracce nella Corte dei Chiosi (ingresso dall’attuale via Piave n°12), quando l’area era all’estremo margine settentrionale dell’abitato.
Simone Cantoni nasce da una famiglia di architetti nella Svizzera italiana, terra di origine di numerosi e insigni costruttori, come i maestri del Barocco Francesco Borromini e Carlo Maderno, fino al contemporaneo Mario Botta.
La stampa raffigura l’Imperatore dei Francesi e il suo seguito che abbeverano i cavalli nel naviglio. Chiaramente riconoscibile la fiancata della chiesa, il campanile e in lontananza la torre di villa Serbelloni – Busca con una bandiera sul tetto.
L’attuale piazza Garibaldi, era un tempo chiamata “delle quattro vie” ed importante centro del commercio del borgo perché vi confluivano il vicolo del Torchio, la strada del Molino Vecchio, la contrada della Valletta, la strada del Naviglio. Da qui deriva la denominazione del ponte di Cadrigo, cioè del Quadrivio.
All’inizio del Novecento sorge a Gorgonzola un intero quartiere liberty tra le attuali vie Matteotti, Mazzini, Roma, Pessina e Oberdan.
Il complesso occupa quasi tutta l’area a sud dell’ansa del naviglio della Martesana: comprende la villa residenziale dotata di torre (probabile residuo di una antica fortificazione), a est i corpi di servizio padronali, con la caneva, le scuderie e i magazzini, e infine abitazioni e laboratori dei contadini nella corte occidentale. A sud, ben irrigata dalla roggia Guarnassola, l’ortaglia e il frutteto che evolverà in giardino all’italiana, come è documentato dalla mappa del primo catasto asburgico del 1722.