Il monumento, opera dello scultore Remo Brioschi, fu innalzato a memoria dell’eccidio. Fu eretto al proprio interno un monumento-ossario per tenere uniti i figli e ricordare al mondo il sacrificio delle vittime innocenti della guerra.
Fu Antonio Giuseppe Batthyany, domiciliato a Milano in Corso di Porta Orientale 711, a cambiare l’aspetto della villa arricchendola con parco, laghetto (oggi interrato) e grotta.
Il Parco Martesana fu istituito nel 1978. Il progetto, che prevedeva la realizzazione di una darsena e di un teatro all’aperto, decollò solo dopo i lavori di sgombero iniziati nel 1982.
“La gradita posizione di questo villaggio, sul grandioso vialone che conduce alla villa di Monza, lo rende frequentatissimo dai milanesi, che la domenica vi passano il pomeriggio in liete mense e piacevoli sollazzi”
(Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, 1857). Nell’area insistevano diverse ville, fra queste Villa Duprais e Villa Angelica. Vi erano anche cascine, giardini, orti.
Ponte sul naviglio della Martesana in viale Monza
Conche, ponti
Il borgo di Gorla contava allora su una fitta rete di servizi fra cui quelli della Fondazione della Società di Mutuo Soccorso Ars et Labor (1898) di viale Monza 156.
Tombe a inumazione con lastre in pietra e mattoni sesquipedali sul fondo. All’interno di una tomba è stata ritrovata una moneta in bronzo di Costantino
La torretta, affrescata con figure di danzatrici, era il punto terminale d’affaccio sul naviglio del grande parco occupato dalla Villa Angelica, costruita nel 1884 a fianco della Villa Duprais. La villa fu abbattuta nel 1968.
Si andava all’osteria in mancanza di altri luoghi di ritrovo. Le trattorie e le osterie funzionavano a pieno ritmo con avventori che si accalcavano per un bicchiere di vino o per una chiacchiera con i compagni di strada e di mestiere.