La villa De Ponti aveva una pianta ad U e un ampio giardino all’italiana.
Nel 1855 Luigi de Ponti v’impiantò una filanda usata oggi come trafileria di materiale ferroso.
La ruota motrice (1857) era azionata dalle acque dal naviglio (Roggia Ascania).
La villa De Ponti aveva una pianta ad U e un ampio giardino all’italiana.
Nel 1855 Luigi de Ponti v’impiantò una filanda usata oggi come trafileria di materiale ferroso.
La ruota motrice (1857) era azionata dalle acque dal naviglio (Roggia Ascania).
Nella villa barocca Lecchi (XVIII secolo) soggiornò nel 1816 l’imperatore Francesco I d’Austria e la sua consorte, ospiti di Jacopo e Carla Lecchi. In seguito, nel 1875, l’edificio fu utilizzato dalla stamperia di stoffe Mangili. Sul fianco che fronteggia il naviglio sono evidenti i segni di una ruota motrice.
Probabilmente è rimasto poco dell’aspetto che aveva nel ‘700, del suo cortile interno, a pianta quadrata, e della facciata ottocentesca che dava sul naviglio.
La Villa, d’ispirazione neoclassica, fu fatta edificare dal generale napoleonico Domenico Pino nel XVIII secolo.
La Villa Cottini si trovava in Alzaia Gorla Superiore (oggi Via Bertelli 4/6).
È questa la ragione per cui la geografia demaniale dell’area risulta così complicata a fronte delle numerose eredità, donazioni e nuove acquisizioni avvenute almeno fino a tutto il 1882.
In questo tratto, nella Roggia Taverna, si andava per bagnarsi e rinfrescarsi durante la calura estiva. Era la più antica piscina all’aperto di Milano, conosciuta come il Bagnin de Gorla. Sopra questa roggia (coperta in parte) vi è ora un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere e la città intera.
Le ghiacciaie erano piccole strutture neviere riempite d’inverno con ghiaccio frantumato o neve pressata e ricoperte di foglie secche.
Giovanni Muzio (Milano, 1893) entrò per concorso al Collegio Ghislieri di Pavia dove seguì il biennio della Facoltà di Ingegneria. Si spense a Milano il 21 Maggio 1982.
I Boschett erano un angolo di mondo con un vecchio chalet in legno dove i milanesi convenivano in allegre brigate accomunati dalla passione per il ballo.
Il lavoro del lavare rimase per molto tempo un atto collettivo confinato al mondo femminile. Nell’800 alle singole lavandaie, che si recavano di casa in casa per fare il bucato, si affiancò il lavandaio il quale ritirava la biancheria e la riconsegnava a domicilio avvalendosi di un carretto piatto trainato da cavalli.