È a partire dal 1945 che comincia a prendere forma concreta quel progetto di aiuto ai sofferenti appena abbozzato negli anni della guerra: don Gnocchi viene nominato direttore dell’Istituto Grandi Invalidi di Arosio (Co) e accoglie i primi orfani di guerra e i bambini mutilati. Inizia così l’opera che lo porterà a guadagnare sul campo il titolo più meritorio di “padre dei mutilatini”.
La piazza Castello, fulcro del paese, conserva la memoria della presenza di una fortificazione medioevale di retrovia rispetto alla linea difensiva principale lungo l’Adda.
L’edificio risale al XVII secolo, presentava molte decorazioni intorno a porte e finestre e sale ornate con soffitto a cassettoni.
È datato al 1619 il documento della nobile Gerolama Croce Sansoni in cui ella lasciava la Corte di Limito alla Confraternita Luogo Pio delle Quattro Marie.
L’incarico di progettare il nuovo municipio di Pioltello fu affidato nel 1976 a Guido Canella e Michele Achilli.
Il Palazzo presenta una pianta a U.
Nella porta centrale sotto il porticato è visibile lo stemma dei Paceco-Roxas.
La Villa compare nel catasto di Maria Teresa d’Austria del 1764, quando era proprietà dei marchesi Rescalli.
Isolata a nord ovest dell’abitato, è segnalata su strada da una torre angolare cilindrica e si articola su due cortili dalla planimetrica irregolare.
La Villa è sede del comune di Pozzo d’Adda.
E’ un edificio settecentesco poi rielaborato in forme eclettiche. Di notevole interesse è il giardino romantico, segnalato su strada da un curioso padiglione angolare di gusto orientale e da una cancellata sorretta da pilastri monumentali.