L’Oratorio di San Vittore ha origini molto antiche, viene infatti citato già nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani compilato da Goffredo da Bussero nel XIII secolo.
L’Oratorio di San Vittore ha origini molto antiche, viene infatti citato già nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani compilato da Goffredo da Bussero nel XIII secolo.
L’interno dell’Oratorio presenta una navata unica, un soffitto cassettonato arricchito da un decoro floreale su sfondo blu e parte degli affreschi sono di origine antica.
L’Edicola votiva al S. Cuore fu dipinta nel 1767 sul muro di fronte a Casa Ugenti Sforza e poi trasportata al posto attuale nel 1826.
In prossimità del naviglio, in via don Sturzo, in un’area ombreggiata da tigli, sorge una piccola cappella che ricorda l’antico Lazzaretto, ossia la fossa comune dove venivano sepolti i morti durante le pestilenze.
All’interno del parco c’è una piccola sommità del terreno che cela quella che un tempo fu una ghiacciaia “cui si perviene per ampia grotta”.