All’interno del parco c’è una piccola sommità del terreno che cela quella che un tempo fu una ghiacciaia “cui si perviene per ampia grotta”.

Ingresso al Tempio
Il piccolo tempietto sotterraneo, che era secondo gli stessi intendimenti dei fondatori un percorso celato, è una camera circolare composta “da tre cunicoli d’accesso e da rami tra loro comunicanti.
I primi metri degli ingressi nord, ovest ed est, presentano una formazione architettonica con volta a tutto sesto in conglomerato (presumibilmente ceppo d’Adda).
Nel secondo tratto dei corridoi si nota un cambiamento della struttura, che ha spallette in mattoni a vista, disposti in corsi regolari, alte mediamente 2 metri circa, alla cui sommità s’imposta la volta a sesto ribassato, anch’essa in blocchi di conglomerato di omogenee dimensioni.
II piano di calpestio è attualmente in terra battuta.
Dai rami principali si dipartono tre corridoi secondari.
In quello intersecante il ramo est si legge la presenza di un camino di aerazione con canna in laterizio pieno e ciottoli, comunicante con la sommità della collina.
I primi due rami conducono alla camera centrale del Tempo della Notte.
La pianta circolare del Tempio della Notte presenta una struttura a doppia parete e doppia copertura a cupola comunicante con l’esterno attraverso un oculo sommitale da cui proviene la luce.
Alla muratura perimetrale interna, in mattoni pieni e un tempo intonacata, sono addossate otto colonne di marmo con capitello di ordine corinzio.
Tra le colonne si aprono tre nicchie adatte a recepire elementi di decoro.” (Ricerca documentaria. Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano S.C.A.M. A cura di Maria Antonietta Breda, Andrea Thum, Alessandro Verdiani).
L’Associazione, che sta operando un censimento sulle cavità milanesi, ha segnalato nel 2005 l’importanza di questo monumento milanese, unico nel suo genere.



