Il Palazzo presenta una pianta a U.
Nella porta centrale sotto il porticato è visibile lo stemma dei Paceco-Roxas.
Il Palazzo presenta una pianta a U.
Nella porta centrale sotto il porticato è visibile lo stemma dei Paceco-Roxas.
L’area su cui sorge il palazzo Comunale fu urbanizzata sin dall’epoca tardo-medievale, data la sua posizione a fianco del sagrato della chiesa parrocchiale di santa Maria dell’Assunzione (XIII sec.).
L’edificio risale al XVII secolo, presentava molte decorazioni intorno a porte e finestre e sale ornate con soffitto a cassettoni.
La Villa compare nel catasto di Maria Teresa d’Austria del 1764, quando era proprietà dei marchesi Rescalli.
È datato al 1619 il documento della nobile Gerolama Croce Sansoni in cui ella lasciava la Corte di Limito alla Confraternita Luogo Pio delle Quattro Marie.
E’ una cascina costruita negli anni ’20 del secolo scorso vicino alla Cassinella.
Detta anche Cascina Basso Piave e Cascina Vecchio Mulino, sulla via Piave.
Il Calderini non era solo la cascina ma tutta la zona. Questa è una cascina tra le più piccole e fra le più recenti. E’ costituita da un fabbricato sulla odierna via Cadorna, con le stalle a nord, ad ovest i ripostigli confinanti con “el fusun” ed è chiusa ad est da un muretto.” (pag. 36 “Raccontare Vimodrone” A. Sozzani.)
La Cascina Naborre è un grosso complesso rurale a testimonianza dell’attività agricola, raccolto attorno ad un’unica corte con chiesetta e fonte battesimale.
La cascina assume evidentemente il nome dalla vicinanza con i boschi che si estendevano in tutta la regione insubrica prima della messa a coltura dei fondi.