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Comune di Inzago

Le prime notizie scritte intorno a Inzago risalgono al 848  d.C. quando l'antica Aniciacum era proprietà dei Monaci Milanesi di S. Ambrogio.
Localizzazione: Inzago

Le prime notizie scritte intorno a Inzago risalgono al 848  d.C. quando l’antica Aniciacum era proprietà dei Monaci Milanesi di S. Ambrogio.

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Stemma comunale

Descrizione

“A poco tratto ecco Inzago, l’antico Anticiacum, che gli etimomani dicono Insubromagnum; grosso villaggio sul naviglio della Martesana, che quivi si valica sur un ponte. E’ in postura amenissima; la piazza è delle più vaste dei dintorni di Milano: fiancheggiata da case signorili, che, or fa mezzo secolo, risonava de’ canti di allegre brigate, essendo uno dei più deliziosi luoghi di villeggiatura, con casino e balli e convegno da tutto il contorno” (C. Cantù, op. cit.).

I primi passi di Inzago li raccontiamo prendendoli dagli articoli che Sergio Pessani scrisse su DEMOS negli anni 1974 e ’75.

“Possiamo dunque escludere che Inzago sia antichissima, non fu sicuramente fondata dai Liguri e forse neppure nella grande migrazione celtica che partendo dai confini indoeuropei s’incanalò verso il centro e nord Europa lasciando, come si diceva, alcune loro tribù in altrettanti terre quali i Britanni in Inghilterra, i Caledoni in Irlanda, i Celtiberi in Spagna, i Boemi, i Vichinghi e i Galli in Francia.

Di quest’ultima tribù scesero in Italia le Fare degli Insubri, dei Bononi, dei Senoni ecc. Questi uomini erano guidati dai Sacerdoti Druidi”

 

“Questi primissimi celti furono battuti dalla civiltà del ferro portata dagli Etruschi o Tyrrenois che risalendo il Po da Spina distrussero agli Insubri quasi 600 villaggi di capanne sostituendole con dodici città in muratura, tra le quali sicuramente Felsina (Bologna), Mantua (Mantova) e Melpo (Melzo?).

La fierezza degli Insubri impedì loro di restare al giogo degli Etruschi e molti rivalicarono le Alpi lasciando questa meravigliosa terra ricchissima di foreste, acque e pascoli, ricongiungendosi alla loro gente gallica.

Altri invece si fermarono restringendosi tra l’Adda ed il Ticino difendendo la loro selvaggia indipendenza.

Non ci fu scambio o contatto con gli invasori salvando così le loro qualità.

Dalla Gallia tornarono in queste fertilissime terre dopo moltissimi anni gli Insubri, al comando di Belloveso e batterono gli Etruschi che ormai si erano concentrati più sull’Italia centrale.

In queste terre trovarono le reliquie dei primitivi Celti.

Ne trassero buoni auspici e fabbricarono un grande villaggio sulle rive di due chiari e freschissimi fiumi, l’Olona e il Seveso: quello che è ora la nostra Milano.

Per fare un punto storico diciamo che in quel tempo regnava in Roma un etrusco, Tarquinio Prisco, quinto re della nascente Roma ”

 

“….  quando Roma aveva appena scacciato i Tarquini (Etruschi) e si era costituita in repubblica e allargava i confini nel centro Italia, qui c’era un popolo gallico, non politicamente accentrato, ma forte tanto da scendere fino a Roma e saccheggiarla (anno 387).

Quando i romani si affacciarono alla pianura padana i nostri appoggiarono prima Annibale nel 218 battendoli ancora, e poi con Asdrubale nel 207.

Poi, tra battaglie vinte e perse, si deve arrivare nel 54 per vedere fiaccata l’indipendenza di questa razza.

Focolai di resistenza sopravvivono fino al 54 d.C. (battaglia di Modena). 500 anni non sono uno scherzo” (S.Pessani, op.cit.).

La romanizzazione delle terre al nord del Po ha inizio molto, molto tardi.

Questa avviene attraverso gli amministratori di province, i quali mettevano a loro volta un amministratore minore ad ogni borgo.

 

“(Ora)….. possiamo iniziare ad inquadrare Inzago nella sua posizione geo-storica.

La prima denominazione citata da un epigrafista è Insubro Magium (cfr. “L’Italia di mille anni fa”) e cioè letteralmente “casa degli Insubri”.

Cio è sintomatico e viene ad avallare una certezza circa il nostro cespite primordiale.

Siccome la scrittura arrivò qui con i Latini, questo non venne subito cambiato per ovvi motivi di amministrazione statale romana.

Ovviamente questo nome non era scritto su un cartello all’inizio del paese, ma era un modo di dire “là alla casa degli Insubri”…

Il nome protocollato per esigenze di amministrazione burocratica statale venne messo dal signore venuto da Roma per riscuotere i contributi.”

 

Ciò si riscontra del resto in svariatissimi altri casi, così fu molto probabilmente Crescenzio per Crescenzago, Cornelio per Corneliano Bertario, Tretius per Trezzo, Anicius, da cui poi l’aggettivo Aniciacum, come inizio per giungere facilmente al nome famoso di Anticiacum, cioè Inzago.

 

Note

L’unicum di Inzago è dato dalla presenza di un forte numero, una quindicina, di case signorili storiche e ville di delizia.

Gli abitanti sono storicamente detti BATACC (batacchi delle campane).

Bibliografia

Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857

Sergio Pessani, Appunti di storia nostra – in DEMOS, 1974.

Autore: Wikimedia
Datazione: IV secolo a.C.
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