La Quercia comune (Quercus Robur) un tempo formava vaste foreste nella Pianura Padana, ma ad oggi se ne distinguono solo piccoli gruppi o individui solitari.



Foto 1 – 2 particolare dei frutti
Foto 3 – la quercia comune
Albero con fogliame deciduo alto fino a 30 m; tronco diritto e massiccio, rami col tempo nodosi e contorti.
Foglie lunghe dai 7 ai 14 cm, pagina superiore di colore verde scuro e quella inferiore azzurrata.
Tra aprile e maggio fiori maschili gialli filiformi, penduli, lunghi 2-6 cm, femminili poco appariscenti, solitari o a gruppi di 2-5 adesi ad un lungo peduncolo all’ascella fogliare.
Frutti sottoforma di ghiande ovali lunghe circa 4 cm, color dapprima verde chiaro poi marroni, con cupola ruvida e ricoperta da squame romboidali, in gruppi di 2-3 su di un lungo peduncolo; maturano l’autunno seguente alla fioritura.
Specie autoctona in Italia, diffusa in tutta Europa.
Abita boschi dai terreni argillosi e profondi, con preferenza verso suoli acidi, fino ad altitudini comprese tra gli 800 e i 1000 m; resiste bene al freddo e alle estati calde.
Coltivata per rimboschimento o per il legname pregiato, data la sua resistenza, utilizzato nella costruzione di mobili, pavimentazioni, botti e anche come combustibile.
Note
Un esemplare notevole è presente nel giardino di Casa Ugenti a Inzago, via Roma. Un esemplare del Parco Prinetti di Pessano con Bornago è inserito nell’Albo degli Alberi Monumentali italiani tenuto dal Ministero delle politiche agricole.
Bibliografia
http://scopolia.unipv.it/gis_item.php?id=105&tiposcheda=S


