Casa Appiani a Inzago in Via Roma, presso Piazza Maggiore.

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Casa Appiani, entrata principale su via Roma – Inzago
Descrizione
La casa da nobile fu dei Fagnani fino al 1700, quando fu venduta ad Antonio e Giuseppe Piantanida che ne furono proprietari per una decina d’anni.
Nel 1711 la casa, con terreni e altri beni fu acquistata dal conte Gerolamo Barbò feudatario di Pumanengo e di Casal Morano e fratello di Anna, seconda moglie (1774) del noto giurista illuminista Cesare Beccaria Bonesana, la cui dote servì a riparare le sue dissestate finanze.
La possessione di Inzago restò ai Barbò per tre generazioni sino a che Carlo, malmesso in salute, dovette vendere la casa e fondo (268 pertiche) di Inzago di cui fu acquirente il notaio Carlo Maria Bigatti.
Il tutto fu successivamente comprato (1823) dalla marchesa Luigia Castelli vedova Visconti di Modrone, interessata unicamente ai terreni; il solo edificio fu immediatamente rivenduto.
Nel 1833 la casa fu acquistata da Felice Mambretti che aveva un consistente podere a Inzago; il figlio Francesco la vendette (1852) con il fondo della cascina Pirogalla a Luigi Brambilla di Civesio, anch’esso interessato solo ai terreni; la casa fu alienata nello stesso anno all’albergatore Gaetano Masciaghi maritato con Adelaide Borioli, discendente dei titolari da più generazioni dell’Osteria al ponte sul naviglio.
La casa fu adattata allora ad albergo, con posta di cavalli e stallazzo.
In questo edificio, allora denominato “Albergo Grande”, l’Imperatore di Francia, Napoleone III, fece sosta alle 4 e 30 pomeridiane.
Davanti all’albergo la via era particolarmente stretta e non idonea al transito della tramvia a vapore che si voleva costruire sino a Cassano, ragione per cui la casa fu “sezionata” (1875): venne arretrata parte della facciata lato strada, ricavato l’attuale portone nell’angolo nord est, mentre parte delle cantine rimase sotto l’ampliamento della carreggiata stradale.
Il tram entrò in funzione nel 1881.
L’albergo venne venduto (1882), ma la gestione continuò come prima.
Nelle sale dell’Albergo Trinchieri si riunivano le associazioni fondate dal senatore Giovanni Facheris: la Lega del Conforto Mensile e il Club d’Inzago.
La casa fu acquistata nel 1890 da Giuseppe Appiani che affittò l’albergo a Francesco Trinchieri, successivamente a Pasquale Galbiati (1898) e poi a Gasparetti (1917), dopo una ristrutturazione e l’adozione dell’energia elettrica.
Nel 1926 l’albergo diventò trattoria con una sola camera.
Giuseppe Appiani (1863-1942) era figlio di Dalmazio, già sellaio in Inzago; si laureò al Politecnico di Milano e si occupò professionalmente di chimica agraria, ma è più noto nel borgo per la sua attività di fotografo dilettante le cui immagini hanno fissato la realtà del paese negli anni 1880/1900.
Note
Grazie alle foto d’epoca scattate nel borgo, divenute vera e propria documentazione iconografica, su proposta dell’Associazione studi storici di Inzago e della Martesana, l’Amministrazione Comunale ha deliberato di dedicare una via del centro abitato a Giuseppe Appiani, che fu anche Socio Onorario della Società di Mutuo Soccorso di Inzago fondata nel 1882.
La casa appartiene ora ai nipoti e bisnipoti.
Potenzialità
Sicuramente da valorizzare il Laboratorio di pittura su ceramica curato dalla signora Alba Appiani.




Bibliografia
“Ville di delizia e dimore storiche in Martesana”, edizioni Ecomuseo Martesana (2017)
https://drive.google.com/drive/folders/1KQfDhrdaUBv1A3PKrpYj8gZ7XQo4eTNe