La roggia Gallerana è stata realizzata, con licenza del duca Galeazzo Maria Sforza, alla fine del XV sec. su richiesta di Fazio Gallerani, per poter irrigare le sue proprietà di Carugate.
La roggia Ghiringhella è stata realizzata, con privilegio di Lodovico re di Francia all’inizio del XVI sec. su richiesta di Giacomo Filippo Pecchi Ghiringhello e di Galdino Carpano, per poter irrigare le proprietà nel territorio di Agrate.
La villa assume un ruolo di primaria importanza nell’assetto urbanistico del paese avendone determinato l’originaria conformazione e condizionato i successivi sviluppi.
Il nome di cascina Caldirera compare a partire dal catasto di Carlo VI (1722), mentre nello Status Animarum della chiesa di Sant’Andrea nella pieve di Carugate, viene indicata come cascina Sagiera.
La cascina Santa Marcellina si trova a Ovest dell’abitato di Carugate, al confine con il territorio di Brugherio, oltre la tangenziale.
La torre piezometrica dell’acquedotto di Carugate è stata costruita, come altre nei paesi vicini, negli anni Trenta del secolo scorso, per garantire a tutta la popolazione la necessaria quantità d’acqua potabile per gli usi domestici.
Il Codex longobardorum attesta che il territorio era chiamato Fara Basiliana per via della presenza di una fara longobardica (VI secolo d.c.).
La storia di questo borgo è così antica da diventare leggenda, una storia che è cominciata ben circa 2600 anni fa.
L’etimologia del nome non è chiara. Alcune tra le molte idee proposte sono: carrucata, superficie di terra che un contadino può coltivare con un paio di buoi; carrivium: strada per i carri; callugate, terre caliginose; el caraga, insetto parassita della vite e carugol, attrezzo per battere il grano.
Le origini di Grezzago risalgono all’alto medioevo quando nella Pianura Padana si crearono opere di canalizzazione che consentirono la ripresa delle coltivazioni dopo il periodo delle invasioni barbariche.