Estesa pittura muraria, realizzata nel contesto del Museo MAiO.
Estesa pittura muraria, realizzata sul muro di una cascina di via Camposanto.
Fu la residenza della nobile famiglia originaria di Bergamo che nel 1725 subentrò come feudataria ai Corio.
Cassina de’ Pecchi è legata alle vicende del Ponte del Colombirolo sulla Postale Veneta, punto viario nodale, conteso dalle frazioni limitrofe, che trascinò i Comuni in un’estenuante disputa sui carichi della realizzazione del nuovo ponte costruito poi tra il 1888 e il 1892.
Lungo la strada campestre che da Sant’Agata porta a Cassina, correndo parallela alla Padana, si incontra un rudere di un’importante complesso agricolo con casa padronale e mulino alimentato dalla roggia Ruffina.
A sud della strada Padana, in via Trieste, sorge il complesso rustico di fabbricati con al centro la casa da nobile, originariamente addossata ad altri edifici andati demoliti.
Venne iniziata con la stessa intitolazione del Duomo di Milano nello stesso anno, 1388, per volontà del nobile feudatario Bonizio Corio.
Qui ci si recava in processione durante il Triduo delle Rogazioni, riti penitenziali durante i quali si pregava e si recitavano le litanie, invocando la misericordia del Signore contro i mali incombenti.
Il mulino è indicato già nella mappa catastale di Carlo VI (1721) al mappale 33 quale “casa con molino e torchio da oglio” di proprietà del marchese Luigi Terzi.
Sant’Agata è una frazione del comune di Cassina de Pecchi a forte vocazione agricola.