Classica cascina a corte chiusa lombarda che ha sempre rivestito un’importanza particolare in quanto rappresentava la parte rustica delle proprietà della famiglia Gallerani a Carugate.
Non si conosce l’origine del nome della cascina Mirabello, nome che ha sempre avuto, peraltro, una certa diffusione in ambito rurale e che va di pari passo con quella di Belvedere, il cui significato è evidentemente assai simile.
Vi sono due cascine vicine tra di loro e ubicate a est di Carugate che portano tale denominazione, ma Valera di sopra risulta nel territorio di Pessano con Bornago, mentre Valera di sotto appartiene a Carugate
Il nome di cascina Caldirera compare a partire dal catasto di Carlo VI (1722), mentre nello Status Animarum della chiesa di Sant’Andrea nella pieve di Carugate, viene indicata come cascina Sagiera.
La cascina Santa Marcellina si trova a Ovest dell’abitato di Carugate, al confine con il territorio di Brugherio, oltre la tangenziale.
Lungo la strada campestre che da Sant’Agata porta a Cassina, correndo parallela alla Padana, si incontra un rudere di un’importante complesso agricolo con casa padronale e mulino alimentato dalla roggia Ruffina.
A sud della strada Padana, in via Trieste, sorge il complesso rustico di fabbricati con al centro la casa da nobile, originariamente addossata ad altri edifici andati demoliti.
Il mulino è indicato già nella mappa catastale di Carlo VI (1721) al mappale 33 quale “casa con molino e torchio da oglio” di proprietà del marchese Luigi Terzi.
La Cascina Castellana, le cui notizie risalgono al 1613, ha una corte quadrata cui fanno da ala i rustici e una parte padronale a due piani con giardino privato all’italiana.
Cascina Imperiale, impreziosita da una torre all’ingresso, aveva un’ampia corte interna circondata dai rustici e dalle abitazioni dei salariati, compresa la casa del fattore. Spiccava, sul fronte meridionale, una torre quadrata che garantiva l’accesso alla corte maggiore.