La cascina Camposoglio si trova ai margini dell’area protetta del Bosco della Besozza . E’ una cascina abbandonata ma che mantiene ancora un gran fascino.
La prima volta in cui compare la denominazione “Castelletto” risale al 1457, quando il duca Francesco Sforza concesse alle monache milanesi di Sant’Orsola di far acquisire ad Alberto de Porcellis un terreno presso «le cascine Castelletto in territorio di Pioltello, pieve di Segrate, in località detta San Pietro».
Qualche centinaio di metri più avanti della Cascina Dugnana, al di là della Via San Francesco, si trova la Cascina Chioso.
La Cascina Dugnana doveva essere abitata dalla famiglia omonima già dalla seconda metà del Cinquecento.
Cascina ancora attiva nell’agricoltura.
Lungo la Cassanese, una strada campestre porta alla Cascina Saresina, di 700 pertiche milanesi.
L’edificio risale al XVII secolo, presentava molte decorazioni intorno a porte e finestre e sale ornate con soffitto a cassettoni.
È datato al 1619 il documento della nobile Gerolama Croce Sansoni in cui ella lasciava la Corte di Limito alla Confraternita Luogo Pio delle Quattro Marie.
Il Mulino di Limito era adibito, già dal Settecento, come luogo di macinazione del granoturco grazie alle acque provenienti dalla roggia Calchera, originata dal Naviglio.
Il Mulino Ottolina, il cui nome deriva dall’omonima famiglia proprietaria a partire dal 1821, risale al XVI secolo ed era composto da quattro ruote.