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Uva “Italia” e “Delizia di Vaprio”

Il vino è tradizione antica un po’ ovunque, e l’Italia primeggia nel mondo per la quantità e qualità dei propri vini. Ma tra i tanti vini “Quell de Vaver” erano “posaa e sostanzios”; così li decantava Carlo Porta nel 1815.
Localizzazione: Vaprio d’Adda
Il vino è tradizione antica un po’ ovunque, e l’Italia primeggia nel mondo per la quantità e qualità dei propri vini. Ma tra i tanti vini “Quell de Vaver” erano “posaa e sostanzios”; così li decantava Carlo Porta nel 1815.

Immagine

Foto 1 – Uva Delizia di Vaprio

Foto 2 – Uva Italia

Descrizione

Attualmente Vaprio d’Adda ha perso gran parte della sua tradizione viticola che in altri momenti storici raggiunse una notevole importanza. E’ tuttavia a Vaprio d’Adda che ebbero origine numerosissime varietà d’uva, alcune prodotte nel territorio e diventate famose nel mondo, grazie prima a Luigi Pirovano (1862-1959), che “riedificava la viticoltura dispersa dalla fillossera parassitaria a fine Ottocento” (C. Bonomi – Io Prima di me), e poi a suo figlio Alberto Pirovano (1884-1973). Luigi Pirovano: incrocia nel 1899 l’uva Chasselas Rosa e la Moscato d’Amburgo nel suo primo ibrido di vite: il moscato d’Adda ‘Alberto Pirovano’, poi dedicato al padre morto in quell’anno. “Pur avendo terre anche a Canonica, è ai vivai di Vaprio che Pirovano padre studia l’indole dei vitigni singoli prima di esporne l’innesto all’elettricità per promuoverne la mutazione più efficace. Meritano così il cognome Pirovano 225 viti ibride di maggiore riuscita” (C. Bonomi). E l’ibrido di Luigi è elencato al primo posto nell’elenco poi pubblicato dal figlio Alberto: “N. 1. (Chasselas rosa x Moscato d’Amburgo, Seme del 1899. Vegetazione mediocre, corti nodi. Grappolo medio, quasi serrato, con corto e forte peduncolo. Acini medi leggermente ovali, rosa tenero all’ombra, rosa vivo salmonato al sole. Polpa lievemente carnosa, liquescente a squisitissimo gusto moscato; buccia sottile. Matura in I° epoca… (Uve da tavola. Di A. Pirovano – 1925). Alberto Pirovano: Nato il 7 marzo 1884 a Vaprio d’Adda, arriva alla genetica ortofrutticola portato dall’amore per la fisica e per la natura, trasmessogli dal padre Luigi. Nel 1899, ancora quindicenne e dilettante, incrocia vitigni di uve da tavola con alcune specie di piante da fiore. Nel 1911 nei poderi del padre, inizia a Vaprio d’Adda i primi lavori sperimentali di genetica con l’ausilio dei campi elettromagnetici e delle radiazioni ionizzanti, diventando presto il pioniere delle mutazioni indotte. E’ del 1922 la sua prima pubblicazione ‘La mutazione elettrica delle specie botaniche’. Nel 1924, Alberto è Direttore del Laboratorio di Elettrogenetica di Belgirate (Novara) e nel 1927 è il primo direttore dell’Istituto di Frutticoltura ed Elettrogenetica di Roma, direzione che manterrà fino al 1959. Alberto dedica i suoi studi alla botanica e alla genetica vegetale ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, delle quali basta citare solo alcune, per mostrare la vastità del suo campo d’indagine: A proposito d’ibridazioni asessuali (1911); Esperienze elettrogenetiche sui granoturchi pigmentati (1928); Sviluppi dell’elettrobiologia (1946); Le nuove uve italiane (1951) … La fama maggiore di Alberto è però legata alla creazione di nuove varietà di uve. Fin dagli anni Venti, lavora per lo stabilimento viticolo e di frutticultura “Luigi Pirovano” a Vaprio d’Adda, dove inventa e sperimenta sempre nuovi innesti. Il figlio ed erede genetista di Luigi, ricapitola nel catalogo ‘Uve da Tavola’ i 225 innesti Pirovano tra cui spicca l’incrocio 46A Delizia di Vaprio, ottenuto già nel 1908 con Zibibbo di Pantelleria e Bianca di Foster. Il vitigno dell’uva Delizia è stato ripristinato presso il parco comunale di via don Moletta e al famoso studioso è inoltre dedicata la biblioteca comunale. L’uva Italia: “Il capolavoro Pirovano resta però l’Uva Italia, ibrido 65 di Bicane e Moscato d’Amburgo”, (C. Bonomi). Questa varietà d’uva che ancora oggi costituisce una delle più belle uve da tavola, è presente in ogni supermercato e sulle tavole italiane e non solo: “In pochi anni questa cultivar si è diffusa in tutto il mondo, dall’Europa all’Africa, all’Asia, all’America settentrionale e meridionale, all’Australia, facendo la fortuna dei viticoltori” (Maria-Rosa Celestre e Pellegrino Manzo, in Scritti per la scomparsa di A. Pirovano, 1973).

Note

Nel 1897 Luigi Pirovano giunse a Vaprio d’Adda come giardiniere della nobile famiglia Falcò. Ben presto, il figlio Alberto iniziò a fare esperimenti sulle viti e sugli alberi da frutto della tenuta e ¬– intorno agli anni Dieci del Novecento, beneficiando dell’esperienza paterna – riuscì a creare la celebre uva Delizia di Vaprio e, qualche anno dopo, l’uva Italia, conosciuta e apprezzata anche all’estero.

Bibliografia

“La Martesana e il cibo” – di M. Menni (2017)

Autore: Foto 1 – Pianura da scoprire; Foto 2 – Vitifera.it
Datazione: 2022
 Numero scheda catalogo heritage: PMCLGA0010