
Immagine
Foto 1. l’immagine della Madonna del Pilastrello
Foto 2: il primo ex-voto del 1732
Descrizione
Gli ex voto di Inzago furono prodotti nel corso di oltre due secoli, dai primi decenni del Settecento alla fine della II Guerra mondiale: le scene e le situazioni, raffigurate in maniera ingenua ma non priva di forza espressiva e ricerca del bello, testimoniano il modo di vita, i costumi, l’ambiente, il rapporto con il sacro di una piccola comunità della campagna milanese, devota ad un culto locale della Madonna del Pilastrello. Il piccolo oratorio, situato nei pressi dell’attuale cimitero di Inzago, è così denominato perché posto alla 18° pietra miliare (piccolo pilastro) della strada romana che collegava Milano ad Aquileia. Come accadde dappertutto nella fase di affermazione del Cristianesimo, su preesistenti “pilastrelli”, posti lungo le vie di comunicazione, spesso si raffigurarono immagini inerenti alla nuova religione. La più conosciuta Vergine del Pilastrello è la Madonna del Pilar, patrona di Spagna, venerata nell’omonimo santuario di Saragozza. Sul piccolo oratorio di Inzago manca una documentazione storica: dalla relazione della visita pastorale fatta nel 1604 dal cardinale Federico Borromeo, si apprende che esisteva una piccola cappella votiva campestre con un affresco della Beata Vergine in trono con il Bambino. In mancanza di documentazione, si ipotizza che nel XVIII secolo, a seguito di qualche evento ritenuto miracoloso, abbia avuto inizio il culto di questa immagine mariana, creando l’esigenza di ampliare la semplice edicola originaria in un piccolo santuario per accogliere degnamente i sempre più numerosi pellegrini. A partire dal 1706 la Confraternita laica del S.S. Sacramento e nobili possidenti iniziarono a costruire l’elegante oratorio che ora vediamo. La prima pietra venne posta dal conte Ignazio Caimi. Nel 1756 l’oratorio fu dotato del raffinato portico di ingresso a serliana e dalla ponticella in pietra sopra la roggia Crosina, derivata dal naviglio Martesana. L’immagine che attualmente vediamo sull’unico altare dell’oratorio raffigura la Madonna su fondo blu, con il Bambino sul ginocchio sinistro, assisa su un trono in pietra dallo schienale curvilineo, ornato da due pinnacoli. La Vergine è raffigurata sul trono della Sapienza, secondo il tipo iconografico dell’arte bizantina della Panagia Nicopoia (Santissima che dona la vittoria), con un’elegante acconciatura raccolta da un torchon di stoffa azzurro e oro, che richiama quella degli angeli delle icone. L’oratorio custodisce 14 ex voto dipinti, il più antico dei quali risale al 1732, mentre il più recente è datato 21 marzo 1945. Originariamente gli ex voto erano appesi ai lati dell’immagine della Madonna e l’esiguità dello spazio disponibile dà spiegazione del piccolo formato delle tavolette. Nel 1985, a seguito dei restauri delle preziose decorazioni pittoriche settecentesche che ornano le pareti e il soffitto dell’oratorio, si è ritenuto opportuno trasferirle nella sacrestia adiacente.
Potenzialità
Turismo religioso
Bibliografia/Link
https://drive.google.com/drive/folders/1ixM9oY8KuIGEw1t5D9H89y15EKj6Hhby
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