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Gessate – Dipinto “L’incredulità di san Tommaso”

Questo dipinto, collocato sopra la porta della cappella del Crocifisso sul lato destro dell’altare della chiesa, è stato eseguito da Bernardino Campi nel 1558.
Localizzazione: Chiesa dei santi Pietro e Paolo, Gessate
Questo dipinto, collocato sopra la porta della cappella del Crocifisso sul lato destro dell’altare della chiesa, è stato eseguito da Bernardino Campi nel 1558.

Immagine

Bernardino Campi; 200 x 136 cm; Olio su tela; Navata destra, arco

Descrizione

La cornice è in legno parzialmente dorato. Lo stato di conservazione del dipinto è buono; è scurito da uno strato di vernice ossidata e probabilmente è stato rifilato lungo tutti i lati. L’Inventario Napoleonico registra la provenienza del dipinto dalla Chiesa dei Cappuccini di Crema e l’ingresso alla Reale Accademia di Brera il 6 giugno 1811. Fu poi inviata in deposito alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo il 26 luglio 1824. L’indicazione è però errata: le fonti ricordano la presenza di una Incredulità di San Tommaso di Bernardino Campi nella Chiesa dei Santi Apostoli di Cremona (di proprietà dei cappuccini), mentre nessuna fonte indica un dipinto di questo soggetto a Crema. Marco Bona Castellotti, che per la prima volta pubblicò il dipinto, lo poneva a confronto, giudicandolo però sfavorevolmente, con una Incredulità conservata nella Chiesa di San Lorenzo a Milano e attribuita a Carlo Urbino, collaboratore di Bernardino. Benché sia ancora impostato su modi figurativi di ascendenza cremonese (Boccaccino) ed emiliano (Parmigianino, Correggio), vi prevale tuttavia una impronta arcaizzante, mentre sul piano qualitativo presenta passaggi di accurata finitezza, con una attenta osservazione degli effetti cromatici e luminosi e compositivamente trova affinità con la Lavanda dei piedi (Cremona, Duomo, circa 1570). Un disegno, conservato attualmente al Museo Civico di Bassano, presenta un gruppo di figure in un interno di proporzioni minori, ma i tipi, le posture, i gesti, con poche eccezioni, corrispondono quasi esattamente a quelli che si riscontrano nel dipinto finito. Anche se nella tela di Gessate l’ambiente architettonico è considerevolmente ridotto, è possibile scorgere al di sopra degli apostoli un arco molto scurito, con medaglioni che includono delle teste su entrambi i lati. Il dipinto raffigura secondo l’iconografia consueta, su uno sfondo architettonico grigio cupo appena accennato, San Tommaso (con un abito giallo e grigio) in atto di porre il dito nella piaga del costato del Cristo, con la spalla sinistra, i fianchi e le gambe avvolti in un manto bianco. A circondare la figura di Cristo, ci sono i discepoli ad assistere alla scena rivelatrice increduli e atti a rendersi consapevoli della visione di Gesù. Al contrario di alcune rappresentazioni artistiche, come ad esempio quella di Caravaggio che mostra la scena e il gesto di San Tommaso in maniera molto accentuata, secondo i Vangeli l’apostolo nonostante la sua incredulità non arrivò mai a questo tipo di atto estremo ed ecco quindi che il messaggio di Gesù si diverge in due interpretazioni filosofiche: la prima è «Toccare per credere» mentre la seconda è «Vedere per credere». Nel corso della storia questa ambivalenza di filoni di pensiero è accostata a due approcci alla fede differenti: il primo al raggiungimento di essa tramite un’azione razionale, quasi scientifica, mentre il secondo per via puramente devozionale ed emotiva.

Potenzialità

L’opera in questione, essendo a carattere religioso, funge da custode della storia e della cultura della comunità, documentando il credo religioso attraverso le epoche e contribuendo alla preservazione delle tradizioni.

Criticità

Il sito risulta poco conosciuto e le sue potenzialità artistiche e culturali non sono ancora sfruttate a pieno.

Azioni suggerite

Sarebbe utile comunicare questo sito e le opere in esso conservate in una maniera più efficace.

 Autore: Simone Gerardo
 Datazione: 1558
 Numero scheda catalogo heritage: PIAROP0047