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Gessate – Dipinto “Pentecoste e discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria”

Il dipinto, di proprietà della Pinacoteca di Brera, è elencato al numero 261 dell’Inventario Napoleonico manoscritto.
Localizzazione: Chiesa dei santi Pietro e Paolo, Gessate
Il dipinto, di proprietà della Pinacoteca di Brera, è elencato al numero 261 dell’Inventario Napoleonico manoscritto.

Immagine

Antonio Campi; 263 x 175 cm; Olio su tela; Navata sinistra, arco

Descrizione

Fu ritirato il 20 luglio 1809 dalle Gallerie dell’Accademia di Milano, spedito alla Galleria di Bologna da dove rientrò il 25 gennaio 1817, e infine il 26 luglio 1824 venne depositato presso la sede attuale, la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Gessate. La tela è probabilmente la medesima descritta da Serviliano Latuada nel II volume della Descrizione di Milano. Latuada afferma infatti che «nell’ancona della medesima [cappella] fu dipinta dal Campi Cremonese con ammirevole invenzione la Venuta dello Spirito Santo in figura di lingue infuocate sopra di Maria Santissima e
degli Appostoli con essolei nel Cenacolo congregati». Tale provenienza della pala è confermata anche dalla scritta al centro sul secondo gradino «Docebit vos omnem vertiatem»; la tela era destinata al Collegio dei Senatori perché potessero, con l’aiuto dello Spirito Santo, pervenire alla verità. Sempre Latuada ci informa, infatti, che i senatori assistevano alla messa nella cappella prima di riunirsi per discutere le cause. Nel 1776, in previsione dei rifacimenti del Palazzo Ducale, a opera del Piermarini, è presumibile che la tela del Campi fosse già stata trasferita all’Accademia di Brera. Appare evidente qui, soprattutto se si considerano altre opere contemporanee dello stesso artista, lo sforzo di nobilitare la composizione ponendo sullo sfondo un robusto colonnato e ricercando nella differenziata tipologia dei volti richiami a modelli classici (come nei due Apostoli sullo sfondo a destra). Bona Castellotti ha notato la forte assonanza tra la Pentecoste di Antonio Campi e quella realizzata dal Peterzano, negli stessi anni, per l’altare maggiore della chiesa claustrale di San Paolo a Milano; oggi conservato nella Chiesa di Sant’Eufemia. Il dipinto era creduto, da Mezzanotte (La chiesa claustrale di San Paolo in Milano e il suo recente restauro, «Per l’Arte Sacra», 1936, XIV, 24), opera dei Campi, Vincenzo o Antonio. Ma Maria Teresa Fiorio (Note su alcuni disegni inediti di Simone Peterzano, 1974, p. 90) basandosi su confronti e disegni lo attribuì a Simone Peterzano, negli anni attorno al 1580, quando lavorava per la Certosa di Garegnano e la chiesa della Passione. L’impianto compositivo e le pose delle figure degli Apostoli distribuiti a corona attorno alla Vergine seduta al centro, due dei quali collocati ai lati ad «aprire» la scena, appare singolarmente simile, come del resto anche lo stesso procedimento costruttivo basato sulla nettezza delle forme
evidenziate dagli scarti di luce e ombra.

Potenzialità

L’opera in questione, essendo a carattere religioso, funge da custode della storia e della cultura della comunità, documentando il credo religioso attraverso le epoche e contribuendo alla preservazione delle tradizioni.

Criticità

Il sito risulta poco conosciuto e le sue potenzialità artistiche e culturali non sono ancora sfruttate a pieno.

Azioni suggerite

Sarebbe utile comunicare questo sito e le opere in esso conservate in una maniera più efficace.

 Autore: Simone Gerardo
 Datazione: 1580
 Numero scheda catalogo heritage: PIAROP0046