Conifera sempreverde dal portamento colonnare e chioma conica con rami densi che partono dalla base.

Immagine
Pianta nella versione conica, rametti con coni maschili, galbuli immaturi
Descrizione
Essenza dei boschi montani di Arizona e Nuovo Messico (USA), la specie è stata introdotta in Europa agli inizi del 1900 come pianta ornamentale.
In Italia è presente, in maniera predominante, in Toscana (alloctona naturalizzata) e in altre regioni in zone collinari, come alloctona casuale.
Altezza: compresa tra i 5 – 30 m.
Il Cipresso dell’Arizona fiorisce generalmente tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio, con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni.
Il tronco è dritto, la corteccia è purpurea e si stacca a placche.
La sua chioma verde scuro, con scarsa tonalità di grigio può avere un diametro fino a 5 m.
Le ramificazioni orizzontali, dense e robuste, formano una chioma conica o piramidale.
La pianta è monoica. I coni maschili di colore giallo dorato, si trovano in gran numero all’apice del rametto; permangono in inverno e liberano il polline alla fine di febbraio.
I coni femminili, di colore rosa delicato, sono lunghi 2-4 cm.
Le foglie sono sempreverdi, di colore verde-grigio, molto piccole (2 mm) a forma di squama appressate ai rametti di colore glauco argentato.
Le foglie sono dentate, ricoperte di cera, ghiandolose ed hanno un odore sgradevole.
I frutti sono bacche, riunite in gruppo, formate da 6-8 squame appuntite. Maturano al secondo anno e rimangono sulla pianta a lungo.
A maturità assumono un colore marrone lucido e si aprono lasciando cadere piccoli semi circondati da una stretta membrana alare.
Note
Il nome della specie proviene dal latino “cupressus” , derivato dal greco κῠπάρισσος (‘cypárissos’), a sua volta di origine non indo-europea.
Potenzialità
Il cipresso viene utilizzato nei cimiteri poiché le radici si sviluppano soltanto in verticale: pertanto può essere piantato anche in prossimità delle tombe, senza creare problemi
Criticità
A differenza di altre conifere viene seriamente danneggiato dal fuoco.
Commenti
La leggenda vuole che un giorno Ciparisso (giovane di eccezionale bellezza e favorito di Apollo) per errore colpì l’adorato cervo con una freccia. Disperato per l’accaduto, chiese agli dei di far morire pure lui.
A questo punto Apollo, commosso, trasformò i suoi capelli in una folta chioma di aghi scuri ed i piedi in solide e profonde radici: nasceva in quell’istante il Cipresso.
Bibliografia
Wikipedia, www.actaplantarum.it/ www.antropocene.org/ , www.arpa.umbria.it/, “Via per via – Gli alberi di Milano” di F. Gianni – Ed. Il mondo positivo – 1987
