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Grezzago – Cappella rurale di San Martino

Dopo le invasioni barbariche sorsero nell’area piccoli nuclei abitati all'interno di fondi agricoli. Con lo sviluppo del cristianesimo si diffuse la costruzione di cappelle rurali.
Localizzazione: Grezzago

Dopo le invasioni barbariche sorsero nell’area piccoli nuclei abitati all’interno di fondi agricoli. Con lo sviluppo del cristianesimo si diffuse la costruzione di cappelle rurali.

È a partire dal secolo IX d.C., che compaiono le prime attestazioni di alcuni paesi della nostra zona: Trezzano (nel maggio dell’839), Vaprio (detta Uavero, nell’840), Inzago (detta Anticiacum, nell’848), Gessate, Groppello e Gorgonzola (nel gennaio dell’858) e Basiano (nell’877). Bisognerà aspettare ancora del tempo per trovare la prima testimonianza scritta dell’esistenza di Grezzago (si tratta di una bolla di papa Adriano, risalente al 1154).

Ma possiamo ritenere con certezza che in epoca carolingia Grezzago esistesse come centro abitato e, a fornirci questa informazione, è la presenza di una chiesa dedicata a San Martino.

L’arrivo dei Franchi cristiani contribuì ad una notevole diffusione del cristianesimo ed indusse all’edificazione di molteplici cappelle rurali, situate anche in centri di piccole dimensioni.

Oltre a ciò, è interessante sottolineare come il santo protettore dei Carolingi fosse un santo guerriero: San Martino di Tours a cui, infatti, è dedicata la chiesa di Grezzago.

Niente di più probabile, quindi, che questa  chiesa sia sorta nel periodo di dominazione franca, cosa che attesterebbe l’esistenza e la vita sociale di Grezzago a quest’epoca.

La connessione tra il paese di Grezzago e la chiesa di San Martino è molto importante: non è un caso che sia nella bolla di papa Adriano, sia nel Liber notitiae sanctorum mediolaniensium, risalente al XII sec., il paese sia nominato come Gratiaco Ecclesia Sancti Martini.

La cappella rurale di San Martino apparteneva alla Pieve di Pontirolo (1200).

Sorgeva dove oggi c’è la chiesa parrocchiale novecentesca.

Durante i lavori di restauro precedenti alla nuova chiesa, furono rinvenuti alcuni affreschi di un certo valore, attribuiti alla Scuola lombarda del ‘400, tra cui una Madonna del Latte, che venne staccata e trasferita a un museo milanese.

 

Datazione: Probabilmente IX secolo
Numero scheda catalogo heritage: