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Milano – Case Operaie

Archeologia industriale
Localizzazione: Milano, via San Fermo

Archeologia industriale

Case operaie di via San Fermo

Le case operaie di via San Fermo rappresentano una tappa importante nel cammino dell’edilizia sociale economica la quale poteva disporre di un numero esiguo di modelli abitativi.

Furono chiamati architetti famosi come Sarti, Cereda, Osnago.

L’abitazione tipo era costituita da due camere, la cucina e la camera da letto.

Le case a corte avevano ballatoi e servizi igienici esterni.

Costruite nel 1863 sono state ristrutturate recentemente.

Note

Luca Beltrami, nel 1881, definiva il problema della casa operaia come parte di “una questione essenzialmente moderna… a metà tra la filantropia… e la speculazione”. 

Il teatro della disputa vedeva scontrarsi forze di opposta tendenza che vedevano da una parte la riproposizione in territorio urbano dei modelli rurali della cascina foranea e della bottega-abitazione; dall’altra la soluzione a caserma con sviluppo in verticale per un più ampio sfruttamento del suolo urbano (peraltro già ampiamente congestionato).

Le classi imprenditoriali spingevano verso la soluzione a villino, intendendo in tal modo creare una fascia di aristocrazia operaia.

I lavoratori cosiddetti garantiti spingevano, invece, verso la soluzione in cooperativa, l’unica forma di riscatto possibile sul territorio urbano.

 

Datazione: 1863
Numero scheda catalogo heritage: