L’antica Trattoria della Gobba era l’ultima meta delle escursioni fuori porta dei milanesi.
La Curt di Remulass mantiene intatte le caratteristiche originarie della corte grande con pozzo, un tempo utilizzato anche come lavatoio.
“E’ in postura amenissima; la piazza è delle più vaste dei dintorni di Milano: fiancheggiata da case signorili, che, or fa mezzo secolo, risonava de’ canti di allegre brigate, essendo uno dei più deliziosi luoghi di villeggiatura, con casino e balli e convegno da tutto il contorno.” (Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857)
È a partire dal 1945 che comincia a prendere forma concreta quel progetto di aiuto ai sofferenti appena abbozzato negli anni della guerra: don Gnocchi viene nominato direttore dell’Istituto Grandi Invalidi di Arosio (Co) e accoglie i primi orfani di guerra e i bambini mutilati. Inizia così l’opera che lo porterà a guadagnare sul campo il titolo più meritorio di “padre dei mutilatini”.
Vimodrone andava famoso anche per le sue vecchie corti (ristrutturate) ampiamente utilizzate per ospitare mestieri oggi totalmente scomparsi come il caseificio della Corte dei Magni (via S.Anna) e il mulino della Corte del Farinello.
Il monumento, opera dello scultore Remo Brioschi, fu innalzato a memoria dell’eccidio. Fu eretto al proprio interno un monumento-ossario per tenere uniti i figli e ricordare al mondo il sacrificio delle vittime innocenti della guerra.
Attorno al parco furono realizzate le palazzine dei quartieri di edilizia economica di via Biumi (1953), di Stamira d’Ancona (1951), del quartiere I.A.C.P. Martesana (1978).
Nella Cascina Falperina si era insediata (1913) la lavanderia con rustici di Mariani Dionigi. La nuova costruzione utilizzava le acque del Martesana. I lavatoi lungo i canali erano pubblici e disponibili a turni, dati in uso gratuito a gruppi di famiglie.
Attualmente è sede del Corpo musicale della centenaria banda di Crescenzago, di una sezione dell’Anpi e della Lega Ambiente.
Nell’antico borgo di via Berra aveva la sua casa natale la famiglia Berra. All’interno dei due isolati di via Berra, via Belluno e Giulietti, erano allineati dei vecchi cortili del XV e XVII secolo, forse i resti dell’antico complesso monastico dell’Ordine di S. Agostino. L’Abbazia fu fondata nel 1140 c.a.