Fino a metà settecento la conduzione prevalente nell’azienda agricola padana era quella della colonìa parziaria che suddivideva l’azienda in poderi in base alla capacità lavorativa di una famiglia colonica.
Questa capacità lavorativa, unitamente ai mutamenti nelle tecniche agronomiche, subordinò le dimensioni e i confini delle aziende alle esigenze della produzione.
Alle nuove classi emergenti dei medi e grandi affittuari spettava di dirigere le aziende.
Fu così che, tra il ‘700 e l’800, si diffuse la grande cascina isolata sui campi, con una popolazione residente non di rado superiore alle cento persone, dotata di qualche servizio collettivo (insediamento accentrato).
La struttura del paesaggio fu, invece, caratterizzata dalla piantata, soprattutto di gelsi disposti rigorosamente in linea lungo i confini dei campi e i margini delle rogge e dei fossi.
Questo tipo di coltura persistette fino al 1852, anno in cui cessò come diretta conseguenza delle malattie che colpirono i gelsi.
Agli inizi del secolo XIX al colono e al mezzadro si sostituì il piccolo proprietario.
Bibliografia
Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857
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