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Pino strobo, Pino di Weymouth (Pinus strobus)

Conifera imponente, dal bel portamento slanciato e chioma armoniosa con colorazione verde-azzurra molto decorativa
Localizzazione: Milano Municipi 1 e 2 – via Quadronno, c.so di Porta Romana, p.za Carbonari, p.le S. Farina

Conifera imponente, dal bel portamento slanciato e chioma armoniosa con colorazione verde-azzurra molto decorativa

Pianta ad alberello con infiorescenza bianca, “pannocchia” di fiori rosa, particolare del fiore con petali ondulati e frangiati. I petali al mattino sono rosa e la sera assumono un colore rosa purpureo.

È un’essenza originaria delle regioni orientali del Nord America, dove forma estesi boschi.

Fu introdotta in Europa nel XVIII sec., come essenza forestale e albero ornamentale e ora cresce spontaneamente in Polonia, Repubblica Ceca ed anche nell’Italia Settentrionale.

Altezza: nei luoghi d’origine arriva ai 50 m. In Italia 18-22 m.

Fiorisce all’inizio di giugno.

Il tronco è dritto e sottile, con rigonfiamenti che contengono la resina.

La corteccia inizialmente liscia di colore grigio-verde, si fessura con l’età sfaldandosi in placche irregolari e prendendo un colore bruno-arancio.

La chioma è a forma conica, con rami orizzontali o ascendenti.

Gli strobili (pigne) maschili si presentano in densi gruppi di colore giallo-verde; quelli femminili sono piccoli coni di colore giallo-rosato portati all’apice di un nuovo rametto.

Il pino strobo possiede aghi sottili e morbidi, lunghi 5-12 cm riuniti in fascette di 5.

La colorazione è verde-azzurra.

I frutti consistono nelle pigne, che sono appuntite e lunghe 1-2 dm, spesso con l’asse curvo, macchiati di resina.

Le squame sono ispessite all’apice in modo caratteristico.

A settembre le pigne si aprono lasciando cadere dei piccoli semi alati e rimanendo appese alla pianta fino alla primavera successiva.


Note

La denominazione corrente, “Pino di Weymouth”, deriva dal nome di Lord Weymouth che importò la pianta in Gran Bretagna nel 1620, per trapiantarla, ma senza successo poiché attaccata da un fungo.

Il genere “pinus”, è di origine incerta: secondo alcuni autori deriva dal latino “pix”  (pece, resina) e sottolinea la caratteristica escrezione resinosa del suo legno. Per altri l’origine è da ricercarsi nel celtico “pen”,

(testa), forse in relazione alla forma allungata della chioma.

L’aggettivo specifico “strobus” deriva forse dal greco “Σtροβμλoσ” (‘stròbilos‘ – trottola), per alludere alle lunghe pigne ricurve.

Il legno leggero e indeformabile viene usato per infissi, pavimenti, fiammiferi e nell’industria della carta. Nel passato veniva usato, per fabbricare alberature navali,

Gli aghi di questa specie hanno un contenuto di vitamina C cinque volte superiore, in peso, ai limoni; vengono quindi usati per preparare tisane.

La resina è usata per l’impermeabilizzazione di natanti ed è impiegata anche dall’industria chimica per la produzione di trementina.

La specie in esame risulta sensibile a una malattia fungina nota come “ruggine vescicolare” che ne ha limitato nel tempo l’impiego. Il fungo (Peridermium strobi) attacca la parte superiore del fusto e in breve tempo uccide la pianta.


Bibliografia

Wikipedia, www.antropocene.it/

“Via per via – Gli alberi di Milano” di F. Gianni – Ed. Il mondo positivo – 1987


Autore: F. Gianni “Via per via gli alberi di Milano” – Ed. Il mondo positivo (1987)
Datazione: 1620 – XVIII sec. 
Numero scheda catalogo heritage: