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Noce nero (Juglans nigra L.)

Il noce nero è presente in boscaglie, ambienti ruderali freschi, viali e giardini. E’ una specie abbastanza simile al noce comune, dal quale differisce per la corteccia ruvida e nerastra e per foglie più grandi.
Localizzazione: Milano Municipi 1 e 2 – p.le Marengo, via Legnano, p.za della Repubblica, v.le Monte Santo, p.le S. Farina

Il noce nero è presente in boscaglie, ambienti ruderali freschi, viali e giardini. E’ una specie abbastanza simile al noce comune, dal quale differisce per la corteccia ruvida e nerastra e per foglie più grandi.

Pianta in autunno, corteccia, frutto, infiorescenze maschili, foglie

Essenza originaria dell’America settentrionale, è stata introdotta in Europa all’inizio del XVIII sec., sia a scopo ornamentale che per il legname molto pregiato.

Altezza: tra 25 e 40 m.

Gli occorrono 10 anni per raggiungere la maturità.

Fiorisce in maggio-giugno.

Il tronco del noce nero è dritto: la corteccia molto scura, nelle piante adulte presenta profonde incisioni.

La chioma è arrotondata e rada.

Essendo monoica, ha fiori maschili e femminili.

I primi sono infiorescenze amentiformi pendule e si trovano sui rami dell’anno precedente, gli altri si vedono sui getti dell’anno.

Le foglie sono decidue, alterne, lunghe fino a 60 cm., odorose ma non aromatiche.

Sono composte, costituite di 15-23 segmenti di forma ovale con apice appuntito.

La pagina inferiore è glabra, di colore verde chiaro, quella inferiore è pelosa e con ghiandole.

I frutti sono pseudodrupe solitamente a coppie, di 4 cm di diametro, formato all’esterno dal mallo che avvolge il guscio indurito (cioè la noce) all’interno del quale si trova il seme edule (il gheriglio).

Il guscio, rispetto al noce comune, è profondamente solcato e più duro da rompere.


Note

Il nome del genere deriva dal latino “Iupiter” (Giove) e “glans” (ghianda), quindi ghianda di Giove. L’epiteto specifico si riferisce al colore nerastro della corteccia e della noce.

Dai semi è possibile estrarre un olio commestibile, utilizzato però normalmente nell’industria delle vernici e dei saponi.

In America questa specie fornisce legname di pregio utilizzato in ebanisteria, per finiture d’interni, costruzioni navali.

In Europa invece se ne ricava un legno di qualità inferiore, perciò la pianta un po’ alla volta è passata dalla selvicoltura produttiva alla parchicoltura. In Italia viene usato soprattutto nell’industria del mobile e nelle assi per pavimenti.

Le radici robuste contengono una sostanza chiamata “juglone” che avvelena alberi ed arbusti piantati nelle vicinanze.

In passato, il legno di noce nero era molto ricercato per fabbricare i calci dei fucili, perché resiste agli urti e non si scheggia.


Bibliografia

Wikipedia, www.actaplantarum.it/, www.giardinaggio.org/

“Via per via – Gli alberi di Milano” di F. Gianni – Ed. Il mondo positivo – 1987


Autore: F. Gianni “Via per via gli alberi di Milano” – Ed. Il mondo positivo (1987)
Datazione: XVIII sec.
Numero scheda catalogo heritage: