Menu Chiudi

Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.)

L’ippocastano viene considerato uno dei più grandi alberi da fiore ornamentali. E’ presente in parchi e viali in quasi tutto il territorio nazionale, specialmente in Italia settentrionale e centrale, quindi casualmente naturalizzato.
Localizzazione: Milano Municipi 1 e 2 – p.za Principessa Clotilde, Bastioni di P.ta Nuova, v.le Monte Santo, p.le XXV Aprile, p.le S. Farina, v.le F. Restelli

L’ippocastano viene considerato uno dei più grandi alberi da fiore ornamentali. E’ presente in parchi e viali in quasi tutto il territorio nazionale, specialmente in Italia settentrionale e centrale, quindi casualmente naturalizzato.

Pianta fiorita, infiorescenza, frutti

Entità della Macedonia, fu introdotta in Italia nel 1557 dal botanico Mattioli e successivamente coltivato come albero ornamentale.

Ha una longevità di 200 anni ed è dotato di rapida crescita.

Altezza: compresa tra i 8 – 15 m.

Fiorisce in maggio.

La pianta presenta un tronco vigoroso con dei rigonfiamenti, ed è costituito da legno leggero.

La corteccia è, nei rami giovani, bruno-chiara poi diventa bruno-scura e si desquama in piastre irregolarmente poliedriche.

La chioma è densa, globosa e ampia con i rami arcuati protesi verso il basso.

I fiori si presentano in pannocchie terminali erette, lunghe 3-4 dm. Numerosi, sono formati da 5 petali bianchi e spesso sfumati di rosa o giallo.

Le foglie sono decidue, palmate, composte da 7 segmenti sessili.

Sono lungamente picciolate (sino a 20 cm), di colore verde scuro nella pagina superiore, sono più chiare in quella inferiore.

In autunno si colorano di giallo-bruno.

I frutti hanno forma sferica con un diametro fino a 5 cm.

Sono verdi, ricoperti di aculei non pungenti e contengono 1-3 semi simili alla castagna. Cadono in autunno.


Note

Il nome della specie deriva dal greco ἵππος (‘ippos’ – cavallo) e καστανών (‘kàstanon’ – castagna) poiché i frutti, che ricordano le castagne, venivano usate in Oriente contro la bolsaggine dei cavalli.

Il nome del genere deriva dal latino “aesculus”, specie di quercia con ghiande commestibili sacra a Giove: nome utilizzato da Linneo assegnandolo a questo genere.

I semi sono ricchi di amido e sono commestibili per gli animali da cortile, ma non per l’uomo; forniscono una farina ricca di saponina, impiegata nella pulitura di tessuti ed un olio utilizzato nell’industria saponiera.

Nella medicina popolare la corteccia è utilizzata come bevanda tonica e febbrifuga. I decotti e le infusioni hanno azione astringente.

Per uso esterno le foglie fresche in acqua bollente danno buoni risultati in caso di contusioni.

I decotti e le infusioni dei grani, solo per uso esterno, vengono impiegati per preparare compresse per la cura dei dolori di origine reumatica e come cosmetici per la pelle, e per pomate nella cura delle emorroidi.


Bibliografia

Wikipedia, www.actaplantarum.it/,  https://antropocene.it/

“Via per via – Gli alberi di Milano” di F. Gianni – Ed. Il mondo positivo – 1987


Autore: F. Gianni “Via per via gli alberi di Milano” – Ed. Il mondo positivo (1987)
Datazione: 1557
Numero scheda catalogo heritage: