L’ippocastano viene considerato uno dei più grandi alberi da fiore ornamentali. E’ presente in parchi e viali in quasi tutto il territorio nazionale, specialmente in Italia settentrionale e centrale, quindi casualmente naturalizzato.

Pianta fiorita, infiorescenza, frutti
Entità della Macedonia, fu introdotta in Italia nel 1557 dal botanico Mattioli e successivamente coltivato come albero ornamentale.
Ha una longevità di 200 anni ed è dotato di rapida crescita.
Altezza: compresa tra i 8 – 15 m.
Fiorisce in maggio.
La pianta presenta un tronco vigoroso con dei rigonfiamenti, ed è costituito da legno leggero.
La corteccia è, nei rami giovani, bruno-chiara poi diventa bruno-scura e si desquama in piastre irregolarmente poliedriche.
La chioma è densa, globosa e ampia con i rami arcuati protesi verso il basso.
I fiori si presentano in pannocchie terminali erette, lunghe 3-4 dm. Numerosi, sono formati da 5 petali bianchi e spesso sfumati di rosa o giallo.
Le foglie sono decidue, palmate, composte da 7 segmenti sessili.
Sono lungamente picciolate (sino a 20 cm), di colore verde scuro nella pagina superiore, sono più chiare in quella inferiore.
In autunno si colorano di giallo-bruno.
I frutti hanno forma sferica con un diametro fino a 5 cm.
Sono verdi, ricoperti di aculei non pungenti e contengono 1-3 semi simili alla castagna. Cadono in autunno.
Note
Il nome della specie deriva dal greco ἵππος (‘ippos’ – cavallo) e καστανών (‘kàstanon’ – castagna) poiché i frutti, che ricordano le castagne, venivano usate in Oriente contro la bolsaggine dei cavalli.
Il nome del genere deriva dal latino “aesculus”, specie di quercia con ghiande commestibili sacra a Giove: nome utilizzato da Linneo assegnandolo a questo genere.
I semi sono ricchi di amido e sono commestibili per gli animali da cortile, ma non per l’uomo; forniscono una farina ricca di saponina, impiegata nella pulitura di tessuti ed un olio utilizzato nell’industria saponiera.
Nella medicina popolare la corteccia è utilizzata come bevanda tonica e febbrifuga. I decotti e le infusioni hanno azione astringente.
Per uso esterno le foglie fresche in acqua bollente danno buoni risultati in caso di contusioni.
I decotti e le infusioni dei grani, solo per uso esterno, vengono impiegati per preparare compresse per la cura dei dolori di origine reumatica e come cosmetici per la pelle, e per pomate nella cura delle emorroidi.
Bibliografia
Wikipedia, www.actaplantarum.it/, https://antropocene.it/
“Via per via – Gli alberi di Milano” di F. Gianni – Ed. Il mondo positivo – 1987
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