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Sciacallo dorato (Canis aureus)

Lo sciacallo dorato è molto simile al lupo grigio, ma se ne distingue per la taglia ridotta, il peso inferiore, gli arti più corti, il torace più allungato e la coda più corta.
Localizzazione: Preferisce vivere in ambienti naturali ben strutturati e in prossimità di specchi d’acqua o in zone umide, dove può trovare riparo e cibo a sufficienza. Lo sciacallo dorato può essere osservato anche in prossimità di zone abitate.

Lo sciacallo dorato è molto simile al lupo grigio, ma se ne distingue per la taglia ridotta, il peso inferiore, gli arti più corti, il torace più allungato e la coda più corta.

Descrizione

La punta della coda arriva fino al tallone o leggermente più in basso. La testa è meno tozza rispetto a quella del lupo, con una fronte meno elevata e un muso più stretto e appuntito. I suoi denti canini sono grandi e tozzi, ma relativamente più snelli di quelli del lupo, mentre i carnassiali risultano meno robusti. I maschi misurano 71-85 cm in lunghezza, 44,5-50 cm in altezza al garrese e pesano circa 6-14 kg, mentre le femmine sono leggermente più piccole. In alcuni casi, lo sciacallo sviluppa un’escrescenza cornea sul cranio, alla quale gli abitanti dell’Asia sud-orientale attribuiscono poteri magici. Questo “corno” misura generalmente circa un centimetro ed è nascosto dal pelo. Le femmine possiedono 10 mammelle. Il mantello invernale è generalmente di colore grigio-rossastro sporco, con le estremità dei peli di guardia che possono essere nerastre o rosso ruggine. La regione facciale, ad eccezione del muso, è rossastro-ruggine e ocra; sopra ogni occhio è presente una striscia nera. Le labbra, le guance, il mento e la gola sono di un bianco sporco. La parte esterna delle zampe è rosso-ocra, mentre quella interna è più chiara. Il mantello estivo è più rado, grossolano e corto, ma mantiene lo stesso colore di quello invernale, risultando però più lucente e meno scuro. Lo sciacallo dorato effettua la muta due volte l’anno, in primavera e in autunno. Nel 2012, un esemplare albino è stato fotografato nel sud-est dell’Iran. Lo sciacallo dorato è una specie monogama: le coppie rimangono unite fino alla morte di uno dei partner. I maschi partecipano attivamente all’allevamento dei piccoli, scavando anche la tana destinata alla prole. Il periodo di gestazione dura 60-63 giorni. I piccoli nascono solitamente verso la fine di aprile nel nord-est dell’Italia. Le cucciolate contano da 3 a 8 piccoli, che nascono con gli occhi chiusi e un soffice pelo che varia dal grigio chiaro al marrone scuro. A un mese di età, il primo mantello viene sostituito da un nuovo pelo rossastro con macchioline nere. Il periodo di allattamento varia a seconda del luogo e dura fino a un paio di mesi. I piccoli iniziano a mangiare carne all’età di 15-20 giorni, sebbene raramente vengano nutriti con cibo rigurgitato. Al termine dell’allattamento, vengono allontanati dalla madre. I piccoli delle cucciolate precedenti possono rimanere con i genitori per aiutare ad allevare la prole successiva, sebbene il loro comportamento sessuale rimanga soppresso. Quando cacciano in coppia o in branco, gli esemplari si muovono parallelamente, coordinandosi per colpire la preda all’unisono. Nel caso di prede come roditori o uccelli acquatici, gli sciacalli corrono lungo entrambe le sponde di stretti fiumiciattoli o torrenti, spingendo la preda da un individuo all’altro per intrappolarla. In Italia, lo sciacallo dorato si riproduce sia nei pressi delle cittadine di pianura sia nelle vallate prealpine del Nord Est. Lo sciacallo dorato ha abitudini alimentari opportunistiche: è sia predatore che spazzino e, in alcune stagioni, si nutre tranquillamente di rifiuti e vegetali. Durante l’inverno, catturano un gran numero di nutrie, spesso uccidendo più prede di quante riescano a consumare. La loro alimentazione comprende anche diversi frutti, come pere, biancospini, cornioli e i frutti del nespolo comuneIn primavera scavano per cercare bulbi e radici di canna da zucchero selvatica. Nelle vicinanze degli insediamenti umani, gli sciacalli cercano cibo presso macelli, discariche e luoghi in cui vengono sotterrati animali da allevamento morti.

Note

In Martesana non è ancora stato osservato, ma avvistamenti si sono riscontrati ad oggi sulla sponda bergamasca dell’Adda di fronte al territorio di Truccazzano.

Commenti

Non è pericoloso per l’uomo e vive circa 8/10 anni

Bibliografia

Wikipedia, Wikimedia commons

Autore: Foto 1 – Yannick Fanin; Foto 2 – Marie van Dieren
Numero scheda catalogo heritage: PPPAFA0184