La cascina conserva uno dei mulini meglio manutenuti della Martesana.
Immagine
1 – panoramica
2 – la scritta sulla facciata della cascina
3 – la ruota del mulino
Descrizione
Mulino del 1500, restaurato, con ruota idraulica e macchinario funzionanti.
La prima notizia storica del mulino è in un documento datato 16 agosto 1513 che indica il nome del committente, Giorgio Morosino, che aveva avuto la concessione ducale per la sua costruzione.
Costruito sulla roggia Morosina, era dotato di un rodigno in legno e la sua conduzione era affidata a un fideles che corrispondeva al proprietario un affitto annuo in grano.
Questo mulino minore era destinato principalmente a muovere un torchio dedicato per la spremitura dell’olio di
ravizzone e di linosa, erbe coltivate con successo nella Bassa irrigua.
Tale olio, più che per l’alimentazione, era destinato all’illuminazione casalinga.
Dall’originaria proprietà Bonechi nel corso dei secoli il mulino fu oggetto di vari passaggi di proprietà.
Agli inizi dell’800 venne acquistato dalla famiglia Franchetti che nel 1898 ne curò l’ammodernamento e la sostituzione dei ruoti in legno con l’attuale ruota verticale in ferro.
La pala del mulino è novecentesca.
Il successivo e ultimo restauro è stato effettuato dall’attuale proprietario Carlo Gnecchi Ruscone.
Note
La roggia presenta gli incili in pietra di serizzo per la regolazione del flusso dell’acqua, in pochi metri si possono notare diversi interventi di ingegneria idraulica empirica, per lo più ottocenteschi.
Potenzialità
Visite guidate per scolaresche e turisti appassionati.
Possibilità di utilizzo per dimostrazioni pratiche.
Criticità
La via di accesso è la Vecchia strada per Trecella, poco più di un viottolo di campagna anche se asfaltato fino alla successiva Cascina Morosina.
La proprietà ha altresì affittato una parte della cascina.





