Cantante e compositore molto in voga in Italia e all’estero (Vienna, Londra, San Pietroburgo).

Luigi Marchesi
E’ uno degli ultimi sopranisti italiani, cantori adulti dotati naturalmente o artificialmente di voce acuta, molto in voga del Seicento e Settecento.
Studiò a Bologna entrando poi nel coro del Duomo di Milano.
Acquistò fama e ricchezza e fu adorato e osannato dalla società più frivola del tempo.
Carlo Dossi, nel suo zibaldone “Note azzurre”, scrisse di lui:
“ Quel cappon d’on Marchesin/ cont la vos de canarin/ tucc’ i volt che derva el becch/el guadagna on marenghin”.
Simpatizzante del’antico regime, nel 1796 si rifiutò di cantare in onore di Napoleone al suo ingresso a Milano.
Dal 1806, ritiratosi dalla scena, acquistò il palazzo da nobile appartenuto alla famiglia Lecchi ad Inzago, in prossimità del naviglio: lo ampliò, decorandolo e fornendolo di un giardino all’italiana sul retro.
Con le sue ultime volontà il Marchesi destinò i suoi beni ad enti benefici come il Pio Albergo Trivulzio di Milano: la villa di Inzago venne lasciata in eredità al suo figlioccio Luigi Bogini, con la clausola di destinarlo a un Ospedale per i poveri infermi, qualora non ci fossero stati altri eredi.



