Sergio Villa e Lino Ladini sono gli autori di questa pubblicazione sulla storia di questa chiesa melzese ed i lavori di restauro più recenti.

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Descrizione
La prima testimonianza di questa chiesa è datata 1623 come si legge sull’unica antica mappa di Melzo attribuita al cartografo Ferrante di Lodi.
Ma altri documenti storici dell’epoca affermano che la chiesa oggi dedicata a san Francesco sarebbe stata in realtà inaugurata nel 1647.
Gli stessi documenti informano che il quell’anno la chiesa era denominata Oratorio dei Vivi e dei Morti, come la confraternita che l’aveva voluta, progettata e pagata.
La notizia successiva sulla chiesa è datata 1690.
Allorchè il console Gerolamo Villa elenca le chiese di Melzo chiama l’Oratorio dei Vivi e dei Morti “Chiesa di san Francesco Oratorio de’ Scolari”.
Nel corso dell’età napoleonica viene demolito il convento dei Cappuccini e alcune opere d’arte sono trasferite a San Francesco.
Così la chiesa si arricchisce di un grande altare ligneo del Crocefisso con le balaustre e di due opere importanti: l’affresco della Madonna della neve altrimenti detta della Scoladrera, opera della scuola del Luini, e un Gesù deposto dalla croce, probabile opera di Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano.
I lavori di risanamento dell’intero edificio di culto sono iniziati nel 2006 interessando dapprima l’involucro esterno e sono poi proseguiti nel 2008 con le opere di restauro interne alla chiesa.
La chiesa di San Francesco è ufficialmente agibile dal 4 ottobre 2010.



