
Immagine
Autore ignoto; XVII secolo; 100 x 80 cm ca.; Olio su tela
Descrizione
In seguito fu trasferito nella nuova chiesa parrocchiale, dove si trova tutt’ora. L’opera, dai toni piuttosto cupi, ritrae Sant’Anna adagiata sul letto e circondata da ancelle diversamente affaccendate, una delle quali, in primo piano, tiene tra le braccia il corpicino della Vergine Bambina. In quest’opera, diversamente dalla maggior parte delle opere raffiguranti lo stesso soggetto, la Vergine non è rappresentata con l’aureola. L’episodio della nascita della Vergine, come è noto, non è menzionato nei Vangeli canonici, ma raccontato nel testo degli Apocrifi, in particolare dal Protovangelo di Giacomo 5 e 6, che, tuttavia, non descrive la scena e lo spazio in cui si verifica l’evento («Si compirono intanto i mesi di lei. Nel nono mese Anna partorì e domandò alla levatrice: “Che cosa ho partorito?”. Questa rispose: “Una bambina”»). L’iconografia, quindi, non attinge da un modello letterario cristiano, ma, verosimilmente, trae origine da immagini e testi precristiani che narrano della stanza del parto in occasione della nascita di un personaggio importante. Oltre al Protovangelo di Giacomo, un’altra fonte per il soggetto è la Legenda Aurea Sanctorum del beato Jacopo da Varagine, domenicano, arcivescovo di Genova. Il dipinto presente nella Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano è una copia del dipinto a olio su tela conservato sulla controfacciata della chiesa di Santa Maria del Paradiso a Milano, opera del pittore Giuseppe Leva, attivo a Milano nella seconda metà del XVII secolo.
Note
Confrontando i due dipinti è possibile notare che, nell’opera di Bornago, la decorazione della veste della donna che tiene in braccio la Vergine è stata aggiunta successivamente, infatti essa non è presente nel dipinto originale.
Potenzialità
L’opera in questione, essendo a carattere religioso, funge da custode della storia e della cultura della comunità, documentando il credo religioso attraverso le epoche e contribuendo alla preservazione delle tradizioni.
Criticità
Il sito risulta poco conosciuto e le sue potenzialità artistiche e culturali non sono ancora sfruttate a pieno.
Azioni suggerite
Sarebbe utile comunicare questo sito e le opere in esso conservate in una maniera più efficace.



