Liscate, secondo alcune interpretazioni, prese il nome dalla pianta lisca, una pianta di palude che ancora oggi cresce nell’area. La pianta veniva utilizzata per la produzione della parte vegetale dei fiaschi di vino. Antiche popolazioni nordiche hanno scoperto e utilizzato questa pianta durante il loro passaggio sul territorio liscatese.
Sarcofagi di epoca romana e tardoromana
Passando nei pressi di Liscate, si possono ancora scorgere qua e là le sue cascine, alcune, poche per la verità, ancora in piena attività, altre ancora ormai ridotte a ruderi e altre trasformate in sole abitazioni.
Tra queste ultime, quella che è forse la più antica è la Cascina Guzzafame.
La Cascina Molino Mora si trova sulla strada provinciale n.39, immediatamente a sud dell’abitato di Liscate.
Complesso organizzato intorno a una grande aia rettangolare. Gli edifici sono in muratura di mattoni pieni; alcuni solai visibili sono lignei; i tetti hanno struttura lignea e manto di copertura in coppi. All’esterno dell’aia principale sono visibili i resti di una grande stalla con fienile.
Cascina ad uso abitazione e attività produttive agricole.
E’ un edificio a pianta basilicale a tre navate, risalente al XIII secolo e rifatto in forme ottocentesche. Caratteristico il campanile in facciata: si tratta di una torre di avvistamento del IX o X secolo, con il basamento in blocchi di pietra squadrata, inglobata nell’edificio religioso.
La Festa consiste in un mercatino dell’usato gestito interamente dai bambini, quindi gli articoli in vendita sono i giocattoli e i
videogiochi usati.
La Festa si svolge in occasione della quinta domenica di Quaresima.
Il Palio è stato riproposto nel 2020 dal nostro oratorio ed è diventato un appuntamento annuale, fisso, e molto atteso che si svolge il secondo weekend di settembre.
I quattro rioni sono divisi per colore e portano il nome dei 4 evangelisti : Rione Rosso – San Marco; Giallo – San Matteo; Verde – San Luca; Blu – San Giovanni.