La cascina e la chiesa si trovano nel territorio di Brugherio dal 1578, quando l’arcivescovo di Milano, San Carlo Borromeo, la accorpò alla erigenda nuova parrocchia di quella località. Prima del 1578, invece, la cascina apparteneva al territorio di Carugate.
La chiesa dedicata a Santa Maria addolorata è di origini medievali, essendo a quell’epoca l’edificio religioso annesso alla casa degli Umiliati di Carugate.
La cappella di Santa Maria ausiliatrice è stata edificata nei primi anni del Novecento (1903), allorché venne acquistata una vasta superficie di terreno nella zona a Nord/Ovest del centro abitato, sopra la quale costruire il nuovo oratorio maschile.
La grande croce di via del Ginestrino a Carugate ha un cartiglio a forma di cuore, nel quale si fa esplicito riferimento ai morti della peste del 1575 (in realtà, la massima diffusione del contagio si verificò tra il 1576 e il 1577).
L’edicola mostra quello che rimane dell’antico affresco con la Madonna assunta, alla quale è stata aggiunta una statua della Madonna con in braccio il Bambino Gesù che mostra il Sacro Cuore.
L’edicola con la statua di San Giuseppe, è stata costruita nel 1922 in ricordo della visita pastorale di Papa Pio XI (Achille Ratti) il quale, a Carugate, ha trascorso parte della sua fanciullezza.
Pur essendo un semplice oratorio da costruire in una cascina, si trattava di una committenza di prestigio, in quanto la richiesta proveniva direttamente dalla famiglia Gallerani.
Carugate si trova poco sopra la linea dei fontanili, quindi nella cosiddetta pianura alta asciutta.
L’acqua ad uso irriguo proveniva dal fiume Lambro tramite la roggia Gallerana mentre quella potabile doveva essere attinta dai pozzi, i quali venivano scavati, come consuetudine, all’interno dei cortili.
La roggia Gallerana è stata realizzata, con licenza del duca Galeazzo Maria Sforza, alla fine del XV sec. su richiesta di Fazio Gallerani, per poter irrigare le sue proprietà di Carugate.
La roggia Ghiringhella è stata realizzata, con privilegio di Lodovico re di Francia all’inizio del XVI sec. su richiesta di Giacomo Filippo Pecchi Ghiringhello e di Galdino Carpano, per poter irrigare le proprietà nel territorio di Agrate.