









Immagine
Foto 1 – Ludovico Moneta (particolare ritratto di Salomon Adler)
Foto 2 – ultima pagina del testamento di Gerolamo Vitali
Foto 3 – Francesco Vitali
Foto 4 – Armando Vitali
Foto 5 – Antonio Savoldini e Matilde Vitali in Savoldini
Foto 6 – contessa Sofia Savoldini in Birago Alfieri
Foto 7 – atrio di villa Vitali
Foto 8 – cortile interno agli inizi ‘900
Foto 9 – torre in restauro a inizi ‘900
Descrizione
Ludovico Moneta ottiene in eredità la villa ed i terreni da Isabella Orsini vedova Seregni nel 1640. Con Ludovico, giureconsulto (esperto in materie giuridiche) e collaboratore di san Carlo Borromeo, si estinse la linea primogenita dei Moneta (1677). Egli lasciò un terzo dei suoi beni al nipote Gerolamo Vitali che, alla sua morte (1705) passò i beni di Inzago al figlio Francesco. Si deve a lui, scomparso nel 1739, la costruzione della caratteristica torre ottagonale. Le sue sostanze furono ereditate dai due figli maschi Serafino e Gerolamo. Gerolamo non ebbe figli ed i suoi beni passarono al nipote Francesco Vitali (1801-1873) che fu anche sindaco di Inzago per quasi 40 anni e costruì anche l’Ospedale Marchesi (1850). L’unico suo figlio, Armando, rimase ucciso nella battaglia di Custoza. La villa fu ereditata dalla figlia Matilde (1834-1914) sposata con Antonio Savoldini (1835-1874) e quindi dalla figlia Sofia Savoldini (1859-1936) sposata con il conte Birago Alfieri (1847-1911) e trasmessa alla figlia adottiva Adalgisa (1915-2009), orfana triestina di un caduto nella Grande Guerra, che sposò l’ingegnere Carlo Aitelli (1905-1963). Nel 2006 la villa fu alienata alla famiglia Grossi e la nuova proprietà ha effettuato un radicale lavoro di recupero del complesso edilizio.



