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Giovanni Facheris all’età di 23 anni
Descrizione
Giovanni Facheris nasce a Treviglio nel 1848 dal matrimonio dell’insigne giureconsulto Pietro e della nobildonna Giulia Raja. Anni del decennio 1870-1880: laureatosi in Giurisprudenza a Pavia, esercita la professione di avvocato a Milano, dove ha casa e studio in Viale Bligny; eredita vaste proprietà terriere a Cassano d’Adda, Pozzuolo Martesana, Inzago; soggiorna spesso nella villa inzaghese, una delle più belle dimore del borgo ai tempi della villeggiatura signorile. Anni del decennio 1880-1890: si fa intensa l’attività di membro del Consiglio della Provincia di Milano, occupandosi
delle questioni inerenti a lavori pubblici quali la costruzione del nuovo ponte fra Vaprio d’Adda e Canonica, il miglioramento della strada ferrata Milano-Treviglio, l’escavazione di un Canale irriguo dal Ticino all’Adda da parte del Consorzio di bonifica Eugenio Villoresi;
di credito cooperativo come strumento di lotta contro la piaga sociale degli usurai;
di istruzione pubblica nelle scuole di campagna;
di attivazione di corsi professionali di arti e mestieri;
di iniziative da attuare per fronteggiare la pellagra, “la malattia
della miseria contadina”.
1882: viene eletto Presidente della Società di Mutuo Soccorso di Inzago e rimarrà ininterrottamente a capo di tale associazione solidale per 36 anni. 1886: è socio fondatore della prima Cassa Rurale di Lombardia, aperta ad Inzago con sede e sportello in villa Facheris. 1887-1890: fa costruire in Cadore il Castello di Mirabello, oggi gestito dal Seminario Vescovile di Treviso, divenuto località di soggiorno estivo degli ultimi pontefici. 1888: dona alla Provincia di Milano un’area affinché venga edificato a Inzago il Pellagrosario provinciale, che viene inaugurato due anni dopo dal Prefetto Achille Basile e affidato alla direzione sanitaria del dott. Giuseppe Friz, illustre pellagrologo che lo diresse dal 1890 al 1913. Anni del decennio 1890-1900: candidatosi nel 3° Collegio Elettorale di Milano (comprendente il Circondario di Monza e i Mandamenti di Melegnano, Melzo, Gorgonzola, Cassano d’Adda), tiene comizi nei principali borghi della Brianza e della Martesana; stampa il proprio programma politico in un libretto in cui si definisce “soldato del partito
liberale democratico”; viene eletto deputato con 6866 voti. Rieletto successivamente, si inserisce nel gruppo parlamentare definito “radicale legalitario” guidato dall’ex Sottosegretario agli Interni Giuseppe Fortis e si schiera a favore del primo Ministero di Giovanni Giolitti. Appartenente alla Sinistra liberale parlamentare, risulta piuttosto
attivo nel gruppo dei deputati capeggiati da Giuseppe Zanardelli, come relatore di vari progetti di legge.
1892: nominato Consigliere del Comitato Direttivo della Federazione Nazionale dei Consorzi Agrari; Presidente del primo Sindacato Agricolo di Lombardia. Agosto 1892: Giosuè Carducci, suo ospite nella villa Glorenza di Lorenzago di Cadore, compone l’ode “Cadore” e dedica all’ospitalità gradita alcuni brevi versi che verranno scritti sui camini di villa Facheris a Inzago (ma oggi scomparsi): “Ospiti graditi fanno onore alla casa, ospiti illustri la rendono famosa, ma di essa la miglior cosa è, del padrone di casa, l’ospitalità generosa”. 1895-1897: Presidente della Commissione parlamentare per la vigilanza sul fondo del culto; Direttore della Società Agraria di Lombardia e Presidente della Società stessa nel 1900. 1902: nominato Senatore del Regno. Anni del primo decennio del Novecento: incarico di Regio Sub-economo dei Benefici Vacanti di Lombardia; di relatore della Commissione per le riforme dei patti agrari nelle campagne della Valle Padana, di quella per l’iscrizione dei lavoratori alla Cassa Nazionale di Previdenza Sociale, e di quella per l’edificazione di case popolari. 1905: Facheris. denuncia il Sindaco di Inzago, il nobile cattolico Gaetano Brambilla, per non aver esposto la bandiera nazionale nella ricorrenza della Presa di Porta Pia, 20 Settembre 1870, Festa civile di Roma capitale del Regno d’Italia. In seguito alla denuncia presentata dal Senatore Facheris, il Prefetto di
Milano destituisce il Primo Cittadino d’Inzago. La destituzione diviene un caso politico a livello nazionale e su tutta la stampa vengono pubblicate le opinioni polemiche fra coloro che identificano in Facheris un “campione” degli anticlericali massonici e del patriottismo laico, e quelli che invece definiscono l’ex sindaco inzaghese un esemplare di cattolico intransigente. 1908-09: Giovanni Facheris è Sindaco di Cassano d’Adda 1911: è uno dei promotori della fondazione della Società Milano Marittima per lo sviluppo turistico della spiaggia di Cervia. 1914-16: è confermato Sindaco di Cassano d’Adda 1917: è Sindaco d’Inzago 4 Agosto 1917: data del testamento olografo di Facheris in cui è espressa la volontà di essere imbalsamato e sepolto nella cappella fatta costruire nel camposanto di Inzago; testamento con numerose e precise disposizioni finalizzate a destinare somme cospicue per beneficienza e assistenza alle famiglie povere e a favore di enti vari come l’Ospedale Marchesi di Inzago, l’Ospedale Zappatoni di Cassano d’Adda. In esso è espresso anche il vivo rammarico di non avere potuto vedere realizzati, “per beghe paesane”, alcuni “sogni della mia vita” , come ad esempio, quartieri di dignitose case popolari sul modello del villaggio operaio di Crespi d’Adda. 16 Febbraio 1918: Il senatore muore a Milano. Al Senato, furono il Presidente Giuseppe Manfredi, il senatore Giovanni Battista Pirelli ed il Ministro di Grazia e Giustizia, Ettore Sacchi, a commemorare Facheris; il primo lo definì “… valevole agli uffici, alle commissioni, alle discussioni, specialmente sui soggetti economici, sociali e giuridici di sua cognizione (…). Il buon volere ed il ben operare gli procacciarono molti animi grati in vita; il bene ordinato nelle sue disposizioni testamentarie lo rende benedetto dopo la morte”; il senatore rappresentante degli industriali lombardi, fondatore della grande azienda milanese Pirelli, coetaneo di Facheris, volle esprimere non solo parole di cordoglio, ma pure di personale stima per il concittadino ambrosiano scomparso; il Ministro Sacchi ricordò le opere di beneficienza del membro defunto del Senato “ … sicché può ben dirsi di lui che fu ottimo e benemerito cittadino e sempre sarà onorata la sua memoria”.
Note
L’intera ricerca del prof. Riva è consultabile al link sottoindicato.
Bibliografia/Link
https://drive.google.com/drive/folders/1kM-6f4coQzlSbUsfP5JCtB1ZmcZe4WKh



