
Immagine
Pittore lombardo; 160 x 100 cm ca.; Olio su tela; Cappella maggiore destra o Cappella del Crocifisso, parete sinistra.
Descrizione
Sulla parete sinistra della cappella dei Santi Rocco e Sebastiano è, infatti, ricordata la presenza di un quadro raffigurante «San Carlo che prega davanti al Crocifisso». San Carlo, in veste cardinalizia, è ritratto nel momento in cui, sospesa la lettura, contempla in estasi il Crocifisso. Il rapimento estatico del santo è sottolineato, oltre che dallo sguardo rivolto verso il crocifisso, dalla posizione che assumono le sue mani: la destra portata al cuore e la sinistra aperta e distesa nel vuoto. Si tratta di una composizione molto teatrale e scenografica, nella quale riveste un ruolo decisivo l’uso del colore rosso. Al rosso, usato sia per la veste che per gli elementi di arredo, si accompagnano i toni freddi dell’incarnato del santo e del corpo di Cristo sul Crocifisso, e il bianco visibile nelle pagine del libro e nella veste di San Carlo. Pur non avendo informazioni certe, possiamo ipotizzare che l’opera sia stata verosimilmente realizzata in un periodo compreso tra la metà del Seicento e la metà del secolo successivo. La figura di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano canonizzato nel 1610, ha conosciuto una grande fortuna iconografica tra Sei e Settecento. Sono numerose le rappresentazioni di episodi della vita del santo e dei suoi miracoli, il suo inserimento nelle Sacre Conversazioni oppure, come nel dipinto conservato nella chiesa di Gorgonzola, la raffigurazione di San Carlo rapito in estasi mentre è raccolto in preghiera. Per quanto concerne il volto, un gran numero di ritratti deriva dal celebre Ritratto di San Carlo Borromeo, dipinto da Giovanni Ambrogio Figino negli ultimi anni del Cinquecento. Si tratta di un olio su tela di dimensioni contenute (48 x 41 cm), appartenuto a Federigo Borromeo, cugino di San Carlo e a sua volta arcivescovo di Milano, e da lui donato alla Pinacoteca Ambrosiana nel 1618, dove si trova tuttora. Il ritratto di Figino, che un’iscrizione sul retro della tela assicura essere «l’autentico ritratto di S. Carlo», ha costituito per molti artisti il modello principale, se non l’unico, da seguire per ogni iconografia del santo.
Note
Un semplice confronto tra il volto del ritratto dell’Ambrosiana e quello del dipinto di Gorgonzola permette di affermare che anche l’artista, cui si deve la paternità del quadro gorgonzolese, seguì fedelmente il modello offerto da Ambrogio Figino, scegliendo, però, di ampliarne la composizione.
Potenzialità
L’opera in questione, essendo a carattere religioso, funge da custode della storia e della cultura della comunità, documentando il credo religioso attraverso le epoche e contribuendo alla preservazione delle tradizioni.
Criticità
Il sito risulta poco conosciuto e le sue potenzialità artistiche e culturali non sono ancora sfruttate a pieno.
Azioni suggerite
Sarebbe utile comunicare questo sito e le opere in esso conservate in una maniera più efficace.



