Uccello dal corpo slanciato, lungo circa 15–20 cm, dotato di lingua lunga 10–12 cm, circa i due terzi del corpo.

Descrizione
La livrea superiormente marrone con tre strisce longitudinali rossastre bordate di nero, inferiormente di colore bianco-fulva con barrature brune; molto mimetico, testa piccola, il becco breve, diritto o conico, collo lungo.
Il nome comune “torcicollo” dipende dal fatto che, soprattutto quando viene disturbato, allunga e ruota il collo all’indietro, mantenendo immobile il resto del corpo, fino a che il becco guarda la coda; questo movimento è accompagnato dal raddrizzamento del ciuffo che orna la nuca.
Ha ali brevi e ottuse, coda di media lunghezza (circa un terzo della lunghezza totale), larga e costituita da penne molto flessibili, zampe molto corte, piedi robusti muniti di quattro dita disposte due in avanti e due all’indietro.
Si ciba prevalentemente di formiche, che cattura introducendo nelle fessure dei formicai la propria lingua lunga, protrattile e vischiosa.
Nidifica in primavera nelle cavità degli alberi, purché tuttavia abbiano l’apertura stretta per proteggere il nido dalle intrusioni dei predatori.
A differenza degli altri picchi, non scava direttamente il proprio nido, ma depone le uova nella cavità.
Note
Da noi è stato notato presso la Riserva Borromeo di Corneliano Bertario.
Criticità
La sua presenza in Pianura Padana evidenzia un precario stato di conservazione delle popolazioni nidificanti, a causa di una generale semplificazione ambientale degli ecosistemi agrari e agro-forestali, con particolare riferimento alla scomparsa dei vecchi filari di capitozze e delle colture prative. La sparizione o la progressiva rarefazione di cavità naturali, l’eliminazione di alberi morti e marcescenti, l’accorpamento fondiario e i cambiamenti climatici sono tutti fattori limitanti.
Bibliografia
Wikipedia
Uccelli da proteggere.it
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