Il tarabuso ha forme compatte, collo corto, chiaro e con lunghe striature verticali beige, il piumaggio è altamente mimetico, bruno-giallastro screziato di nero.

Descrizione
Durante il giorno sosta immobile tra le canne, assumendo all’occorrenza una caratteristica posizione mimetica, con il collo e il becco puntati verso l’alto e ondeggianti per imitare il canneto mosso dal vento.
L’habitat preferito è costituito da densi canneti o formazioni di vegetazione palustre in particolare canneti, tifeti, scirpeti, stagni, rive dei fiumi, coste lacustri.
Ha un peso medio di circa 1,2 kg e può raggiungere un’apertura alare superiore al metro; il becco è lungo 7 cm., il tarso è di 10 cm., la coda è lunga 11 cm.
Ha un piumaggio bruno, screziato di nero, estremamente mimetico negli habitat che frequenta.
Si ciba prevalentemente di pesci, anfibi, insetti e crostacei acquatici. Sembra che ogni tanto non disdegni anche piccoli mammiferi e addirittura anche altri uccelli.
Note
La sua elusiva presenza viene tradita, in primavera, dal sonoro richiamo, paragonato ad un cupo “muggito” udibile anche ad un paio di chilometri di distanza.
Da noi è stato notato presso la Riserva Borromeo di Corneliano Bertario.
Criticità
Sebbene non sia una specie in diminuzione o comunque a rischio estinzione, in Italia vi sono nemmeno un centinaio di coppie riproducenti (50-70 secondo la stima del 2004).
Attualmente non si conosce né il numero esatto di coppie né la popolazione residente o svernante in Italia.
Resta comunque una specie protetta che va tutelata preservando il suo habitat: le aree umide e i canneti.
Commenti
Per via della voce terrificante, interpretata come la voce dei morti dall’oltretomba, questo animale era temuto e considerato foriero di sventure.
Bibliografia
Wikipedia
Riserva Naturale Torbiere del Sebino
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