Warner Sirtori e Paolo Bozzuto, dottori di ricerca in Urbanistica, espongono qui i risultati dei loro studi su questo “territorio composito e pluricentrico in cui l’uomo e la natura hanno imparato a coesistere”.

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Copertina della pubblicazione
Descrizione
Lo si può descrivere come un grande parco abitato.
Nella Città dell’Adda sono almeno tre le questioni prioritarie su cui ritengono sia ragionevole trovare un vasto consenso.
- La preservazione e la tutela dei paesaggi, delle risorse naturali e del patrimonio storico-architettonico esistente.
- Il mantenimento e la cura dei modi d’uso del suolo, degli spazi pubblici e in generale della qualità della vita e di lavoro offerta agli abitanti.
- La sperimentazione di nuovi modi e misure di intervento sugli spazi aperti e sul costruito, come dimostrazione della necessità di far fronte ai cambiamenti sociali della realtà contemporanea.
Per concludere la Città dell’Adda è un territorio composto da pieni e da grandi vuoti, da parti dure e parte più malleabili, ma soprattutto è articolato da distanze che vanno riconosciute.
La Città dell’Adda è una articolazione di distanze tra centri abitati, isolati urbani, edifici e strade; tra luoghi dell’abitare e quelli dove si produce e si scambia; tra centralità e aree periferiche.
“Osservare queste distanze, conoscerle e provare a interpretarle è il compito che ci siamo assunti in questo lavoro nella consapevolezza della sua estrema difficoltà, ma nella speranza che il percorso di avvicinamento ci abbi aiutato, almeno un poco, ad abitarle.”
Stimolante, no?



