Lino Penati (1923-1982) era un veterinario di Cernusco sul Naviglio famoso ai suoi tempi perché fu un precursore dell’Etologia in Italia.

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Copertina del libro
Descrizione
Pasquale Penati, detto Lino, nacque a Cernusco nel 1923, in una casa di ringhiera della “curt de la cumarina”.
Appena nato suo nonno lo fece conoscere agli animali di casa senza supporre, ovviamente, che proprio gli animali ed i loro problemi sarebbero diventati la missione di vita di Lino.
Ma anche suo padre, Angelo, profondo conoscitore di piante, fiori e uccelli, si impegnò a trasmettere ai figli, Lino e le quattro sorelle, questa sua passione.
Lino, dopo i proficui studi alle elementari di Cernusco si spostò a Milano per le medie ed il liceo scientifico presso l’Istituto Gonzaga.
Nel 1942 si iscrisse alla facoltà di medicina veterinaria presso la Statale di Milano dove si laureò nel 1946 con una tesi sull’allevamento degli animali da pelliccia.
Si specializzò poi in Etologia.
Si iscrisse anche alla facoltà di lingue della Bocconi ma non vi si laureò mai.
Fu partigiano antifascista operando tra Cernusco e Brugherio dove recuperava armi ai tedeschi per portarle ai partigiani dell’Oltrepò.
Lino Penati è stato un precursore in Italia di una nuova scienza, l’Etologia di cui conobbe e frequentò il più illustre esponente, Konrad Lorenz.
Oltre all’attività professionale di medico degli animali ne studiava anche il linguaggio.
Del suo approccio francescano agli animali riportiamo una sua citazione: “Faccio il veterinario con occasioni di meditare sotto la pioggia o il solleone: gli animali in realtà sono i nostri fratelli. Non è una favola che San Francesco parlasse con i lupi…. Noi siamo tutt’uno con la natura che ci circonda.”
Era naturalmente contro la caccia e la vivisezione (“dobbiamo salvarci insieme noi e gli animali”).
Girava il mondo, apparve in programmi televisivi divulgativi, si specializzò anche in malattie tropicali.
Scriveva moltissimi articoli a sfondo etologico di cui alcuni stralci sono riportati anche nel libro.
Amava il giardinaggio, la musica medioevale, i cori popolari.
Credente, propugnava che “la dote più importante per noi uomini è una qualità antica e difficilissima: l’umiltà, l’idea di non essere noi al centro del mondo”.
E, ovviamente, era vegetariano!
Morì prematuramente il 31 gennaio 1982.
“Interviste alla natura” il suo libro, fu stampato postumo nel 1986.
La sua città, Cernusco, gli ha dedicato la Biblioteca Civica.



