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Inzago – Chiesa di S. Rocco

La primitiva costruzione della Chiesa di San Rocco risale al XV e XVI secolo (attestazione di un edicola votiva dedicata a S. Rocco). La grande meridiana (ora scomparsa) recava una scritta In latino: “Omnes Vulnerant Ultima Necat” Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide).
Localizzazione: Inzago – Piazza Maggiore

La primitiva costruzione della Chiesa di San Rocco risale al XV e XVI secolo (attestazione di un edicola votiva dedicata a S. Rocco). La grande meridiana (ora scomparsa) recava una scritta In latino: “Omnes Vulnerant Ultima Necat” Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide).

Chiesa di San Rocco

I fedeli potevano seguire la funzione religiosa e ricevere la comunione inginocchiati sulle soglie delle proprie abitazioni.

Nel 1596 fu inoltrato un progetto per una Confraternita.

Intorno al 1600 s’incominciò a costruire una nuova chiesa al cui concorso contribuirono gli stessi abitanti del luogo.

Nel 1605, a lavori quasi ultimati, venne in visita il Cardinale Federico Borromeo il quale diede varie indicazioni sulla sistemazione della chiesa.

Fu eseguito un affresco sull’ultima cena (scuola veneta di XVI secolo).

Alla morte del Cardinale Federico Borromeo gli successe il Cardinale Monti. Il 28 giugno 1645 il Cardinale Monti concesse ai Confratelli di portare l’abito e di celebrare la messa nella Chiesa di S. Rocco.

Nel 1735 iniziarono i lavori di ampliamento su progetto dell’Ingegnere Giuseppe Ferrario.

I lavori interessarono la volumetria che venne aumentata (navata con volta a botte) e l’ingresso principale che fu aperto direttamente sulla piazza. Anche l’interno fu abbellito; parte delle pitture e delle decorazioni scomparvero dalla facciata così pure le due nicchie decorate che custodivano le statue di S. Rocco e S. Ambrogio.

Nel XVIII secolo le Confraternite furono tutte soppresse e così pure la Chiesa di S. Rocco che passò a tutti gli effetti al patrimonio parrocchiale.

Nell’800 si costruì sul fianco destro della chiesa un deposito dove collocare i pali in legno e le sandaline utilizzate in passato per addobbare le vie durante il passaggio delle processioni eucaristiche.

Queste strutture posticce furono in seguito utilizzate come edicola parrocchiale.

 

Autore: M.Grazia Bertini
Datazione: Secolo XV
Numero scheda catalogo heritage: