Selezioni di storie pubblicate negli ultimi anni da “Inzago in Comune”, notiziario comunale con l’intenzione di valorizzare la cultura immateriale della nostra gente..

Frontespizio del volume “Storie d’osteria e racconti paesani” – Edito da Comune di Inzago
La parte del leone la fa Dario Riva con la presentazione di ben quattro racconti: il prino riguardava le vicende della “Osteria del gallo”, poi diventata “Osteria della Stella”, meglio conosciuta nel ‘900 come “Osteria del Barloggin”.
La seconda, storia dell’oste Mario Riva, il Barluggin e del collaborazionista fascista detto “al micin repubblichin” perché “picinin, brut e cativ”.
La terza riguarda un oste inzaghese, C.S., emigrato in Francia che usava spesso, storpiandola, l’allocuzione francese “jamais toujours” (assolutamente mai) in “giamè tusciur” diventato poi il suo soprannome, che per lui significava “mai cun i sciur” mai con i ricchi.
E infine la storia di Santin del desert, cosiddetto perché reduce dalla guerra italo-turca, che si mise a costruire un carretto in casa che, ovviamente, non poteva uscire restando invendibile. Se lo tenne in casa finchè non decise di farne un falò smontandolo pezzo a pezzo.
Regina Riva, invece, ci racconta personaggi da lei conosciuti in via Piola dove risiedeva.
Un caleidoscopio di soprannomi di comuni inzaghesi veri e propri “protagonisti e comparse” della nostra storia: i Calderola, Carolina bidel, Angiuleta, il Barlugin già ricordato, il Tiuso, panettiere, Mario Camùs, infermiere con la moglie Anita, Teresa “Metria” vedova di Demetrio, il Santo, già ricordato per il carretto fatto in casa, i Bunura, salumieri ancora oggi, i nobili Marietti, i Faran dell’omonimo cortile!
Deliziosa altresì la poesia dialettale dedicata alla contrada da Giuseppina Pirovano.
Regina Riva ricorda con nostalgia un altro caro ricordo della sua infanzia: il Suldùn, la cascina Soldone ancora esistente.
Giusi Trezzi ci fa ricordare la contrada scomparsa detta “Giù di Port”, rione del ‘700 composto di tanti cortili collegati tra loro in cui vivevano più di 150 persone, contadine. La convivenza uomini e animali era quindi quasi una necessità. Qui tra le varie famiglie, molte anche numerose, viveva un contadino solitario, dal carattere schivo, il Piero Strafui, cosiddetto perché balbettava salvo quando era un po’ brillo.
In questi casi ovviamente era lo zimbello dei ragazzi del paese! Caro vecchio Piero….
Giusi Trezzi, approfittando di un evento straordinario che in occasione dell’EXPO del 2015 si effettuò tra Inzago e Gorgonzola, ci racconta la “transumanza”, lo spostamento delle mandrie di mucche dalla montagna alle stalle invernali in pianura, guidate dai bergamini. Fu proprio durante una di queste transumanze dalle Prealpi a Gorgonzola che, per un errore dei mungitori nacque il famoso “stracchino” poi detto Gorgonzola (stracchino perché fatto dal latte di vacche “stracche” cioè stanche dalla lunga transumanza.
Cesare Pirotta, nostro compaesano poi emigrato in Valsugana, racconta tutt’altra storia del 1967: la storia dei giovani calciatori del “Brasile” che in quegli anni spopolava non solo sul campo dell’Oratorio ma un po’ dovunque.
La citazione più curiosa riguarda un personaggio-comparsa di quei tempi: Sceiffo, storpiatura di “Sceriffo” proprietario del terreno confinante con l’Oratorio in cui inesorabilmente finivano decine di palloni, resi, ma tagliati, dall’ineffabile “Sceiffo”.
Cesare Farina invece racconta le peripezie migratorie dei suoi antenati, prima in Brasile poi in Nordamerica e ricorda con particolare emozione l’incontro con il cugino americano Remo, con il quale si recò, quasi in pellegrinaggio, alle rovine della Cascina Draga, o “casina di Chin” dove la famiglia Farina aveva abitato a lungo.
La pubblicazione si conclude con uno scritto di Luciano Gorla che ricorda la festa del Natale e la tradizione dei presepi in tutte le case, tradizione che, seppure intaccata dalla presenza anche del laico “albero di Natale” non si perse mai del tutto e sta tornando in questi ultimi anni di nuovo in auge.
Bibliografia
– Archivio fotografico Appiani
– Archivio Comune di Inzago



