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Rodano – Festa patronale della Madonna del Rosario

Anche se era ufficialmente dedicata a San Giovanni Evangelista, la festa patronale aveva il suo cuore nell’incontro tra la Madonna e il suo popolo, che si svolgeva in due fasi.
Localizzazione: Rodano, frazione di Lucino
Anche se era ufficialmente dedicata a San Giovanni  Evangelista, la festa patronale aveva il suo cuore nell’incontro tra la Madonna e il suo popolo, che si svolgeva in due fasi.

Immagine

Foto 1 – La Madonna del Rosario di Lucino (Rodano)

Foto 2 – Bolla papale di autorizzazione alla festa patronale

Foto 3 – la processione negli anni ‘70

Descrizione

Questa festa era intensa e sentita. C’erano la “Messa grande”, la processione, il “grande pranzo” a mezzogiorno in ogni famiglia, qualche bancarella che vendeva dolci e giocattoli di latta, la banda, giochi che impegnavano ragazzi e uomini, e talvolta delle giostre. Le strade e la nostra piccola piazza si rifacevano il trucco per il passaggio della processione, con strisce di bandierine colorate, piccoli stendardi ricamati con figure sacre appesi ai balconi delle case, e le variopinte sandaline che costituivano una sorta di tunnel di teli colorati sotto il quale passava la processione. Ma l’operazione più importante era l’addobbo dei portoni, ovvero delle entrate coperte dei cortili. Tutti si improvvisavano scenografi in questa festa di fede e di fantasia. Nel locale del piccolo oratorio si preparava la pesca di beneficenza. Nella piazza della chiesa veniva innalzato l’albero della cuccagna debitamente spalmato di grasso per rendere più difficile la scalata; in cima c’era il “castello” dal quale pendevano i premi per il vincitore, anzi per i vincitori, dato che questo gioco, spettacolare ma difficile se non pericoloso, veniva fatto in squadre di quattro o cinque persone. In piazza si svolgevano anche gare di tiro alla fune, alle quali partecipavano squadre di soli uomini perché evidentemente richiedeva una certa forza. L’apice della festa patronale, tuttavia, era la grande processione che si svolgeva nel pomeriggio di domenica dopo la solenne messa. Qualche giorno prima, la statua veniva estratta dalla sua nicchia posta nella cappella a lei dedicata e collocata e fissata su un supporto d’avanti al suo altare. La seconda fase era la processione vera e propria, aperta da numerosi bambini e donne. Seguivano le consorelle con l’abito bianco,  la Confraternita maschile del SS. Sacramento in divisa con tunica bianca, cordone rosso, mantellina rossa con distintivo. Seguivano il gruppo musicale bandistico  di Pioltello, i chierichetti e diversi sacerdoti che dirigevano la processione. Subito dietro di loro procedeva il carro tutto addobbato, tirato a mano da due membri della Confraternita sul quale era fissata la statua della Madonna accompagnata da bambine abbigliate da angioletti e altre bimbe vestite di bianco, con cesti pieni di petali di rose da gettare sul percorso. Chiudevano il corteo tutti gli uomini del paese, anche quelli che l’oste aveva invitati ad uscire. Non mancavano diversi parroci dai paesi limitrofi.

Note

Oggi purtroppo pochi parrocchiani sanno che questa festa non è nata per caso, ma da una autorizzazione scritta su una Bolla Pontificia inviata dal Vaticano il 24 Aprile del 1863 e firmata dal Cardinale Nicola Paracciani Clavelli, segretario di Papa Pio IX (vedi foto 2).

Commenti

La festa religiosa è stata effettuata fino agli anni ’70 del secolo scorso.

Autore: Domenico Barboni
Datazione: Anni 2000
Numero scheda catalogo heritage: PIMERI0035