La Curt di Remulass mantiene intatte le caratteristiche originarie della corte grande con pozzo, un tempo utilizzato anche come lavatoio.
Il tessuto del nucleo storico di Bussero si avvaleva fin dal medioevo di corti passanti (1721) con cortili e ballatoi che s’insinuavano fra le case.
Sant’Agata è una frazione del comune di Cassina de Pecchi a forte vocazione agricola.
Il toponimo Villa Fornaci è legato alla presenza di numerose fornaci che utilizzavano i sassi del Brembo, frantumati e macinati nei frantoi di Cassano, e l’argilla delle terre asciutte.
“E’ in postura amenissima; la piazza è delle più vaste dei dintorni di Milano: fiancheggiata da case signorili, che, or fa mezzo secolo, risonava de’ canti di allegre brigate, essendo uno dei più deliziosi luoghi di villeggiatura, con casino e balli e convegno da tutto il contorno.” (Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857)
Simbolo della Milano contemporanea, il nuovo skyline di Milano annovera numerosi grattacieli fra i più alti d’Italia.
In questo tratto, nella Roggia Taverna, si andava per bagnarsi e rinfrescarsi durante la calura estiva. Era la più antica piscina all’aperto di Milano, conosciuta come il Bagnin de Gorla. Sopra questa roggia (coperta in parte) vi è ora un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere e la città intera.
Il 20 ottobre 1944 184 alunni e 14 maestre, la direttrice e il personale ausiliario della Scuola Elementare Francesco Crispi furono orrendamente straziati da una bomba caduta nella tromba delle scale mentre cercavano di scendere nei rifugi. La piazza fu ribattezzata: Piazza dei Piccoli Martiri di Gorla.
I cortili di Vimodrone sono così descritti da Angelo Sozzani (“Raccontare Vimodrone” pag 27) ”….nel centro dell’abitato furono chiamate successivamente corti (la curt) e per contraddistinguerle si univa il nome del fittavolo o della famiglia contadina più rappresentativa. Avevamo così la curt del Mangiagall, la curtdi Brambila, la curt di Galant, la curt di Magn, la curt de l’Agnell.”
Vimodrone andava famoso anche per le sue vecchie corti (ristrutturate) ampiamente utilizzate per ospitare mestieri oggi totalmente scomparsi come il caseificio della Corte dei Magni (via S.Anna) e il mulino della Corte del Farinello.